Formula 1
Kimi Antonelli: “Serve più lucidità in certe situazioni. La Ferrari ha un ottimo telaio: se migliora il motore, può avvicinarsi”
Andrea Kimi Antonelli continua a bruciare le tappe. Il pilota della Mercedes ha ricevuto a Brisighella il prestigioso Premio Bandini 2026, entrando nell’albo d’oro di uno dei riconoscimenti più importanti del Motorsport internazionale. Un traguardo che certifica l’impatto avuto dal giovane talento bolognese in questa prima parte della sua carriera in F1.
Nel corso della conferenza stampa, Antonelli ha affrontato numerosi temi: dall’ottimo avvio di stagione alle prospettive future, passando per la gestione della pressione, il rapporto con il team e il confronto con avversari e compagni di squadra. Il filo conduttore delle sue risposte è stato quello della consapevolezza: entusiasmo per i risultati raggiunti, ma anche la volontà di restare concentrato sugli obiettivi.
Interpellato sul paragone con grandi nomi del passato e sulla possibilità di seguire le orme di campioni che hanno fatto la storia della F1, Kimi ha invitato alla prudenza. “Sicuramente è un gran momento e insieme al team stiamo facendo un grandissimo lavoro. È stato un inizio di stagione davvero buono e ovviamente è ancora lunga, è difficile. Sentire nomi che hanno fatto la storia fa effetto, ma non voglio lasciarmi trasportare da questo. Cerco semplicemente di fare il mio e dare il massimo ogni volta che vado in macchina“. Sul Premio Bandini ha aggiunto: “Lo conoscevo già. Tantissimi piloti che corrono ancora oggi sono stati premiati in passato, quindi ne ero assolutamente a conoscenza“.
Uno dei passaggi più interessanti dell’incontro ha riguardato quella particolare condizione mentale che i piloti definiscono “tunnel” o “bolla”, una sorta di stato di massima concentrazione in cui tutto sembra fluire naturalmente. Antonelli ha spiegato di averla sperimentata in diverse occasioni durante la stagione. “Non è mai facile entrare in quella modalità perché richiede un livello di focus davvero elevato. Quest’anno mi è successo a Suzuka dopo la Safety Car e a Miami praticamente per tutta la gara. In Canada un po’ meno. Quando ci riesci è una delle sensazioni più belle: è come guidare in automatico, non ti rendi neanche conto di quello che stai facendo, ma tutto ti riesce perfettamente. Anche a livello mentale consumi molte meno energie. Non è semplice raggiungere quello stato, ma ci riproveremo anche a Monaco“.
Oltre ai risultati in pista, Antonelli ha parlato del ruolo che vorrebbe avere fuori dal paddock. Sollecitato sulle sue qualità umane e comunicative, il pilota Mercedes ha sottolineato l’importanza di restare fedele a se stesso. “Uno dei miei obiettivi è vincere gare e cercare di conquistare il campionato, ma mi piacerebbe anche avere un impatto al di fuori della pista. Voglio farlo restando la persona che sono, senza cambiare il mio modo di essere. Mi comporto così perché mi viene naturale. Vorrei essere un esempio per i ragazzi e lasciare un segno non soltanto in pista“.
Se fuori dall’abitacolo emerge la sua immagine di ragazzo educato e sorridente, in gara sa che servono anche aggressività e determinazione. “In pista ci vuole. La F1 è come una vasca piena di squali: o mangi o vieni mangiato. Bisogna essere aggressivi, ovviamente nella giusta misura. In Canada in alcuni momenti lo sono stato forse un po’ troppo, quindi dovrò imparare a essere più lucido in situazioni simili. Però è giusto correre con questa mentalità, perché in questo momento mi sto giocando delle vittorie. Parlare di campionato è ancora presto, ma guardando la classifica sono lì davanti e questa è un’opportunità che non capita tutti i giorni“.
La crescita di Antonelli è evidente anche nel modo in cui viene percepito all’interno del paddock. Alla domanda se ora senta maggiore rispetto da parte degli altri piloti, la risposta è stata netta. “Non so se mi temano, però sicuramente ho più voce in capitolo e sento più rispetto da parte di molti piloti. Mi sto facendo notare e cerco di mandare un messaggio chiaro: non mi tiro mai indietro. Ogni volta che vado in pista cerco di vincere. Poi ci sono giornate in cui è importante portare a casa punti, ma sto cercando di lasciare il mio segno“.
Tra i temi affrontati anche l’assenza di Imola dal calendario iridato. Per il pilota emiliano si tratta di una mancanza particolarmente sentita. “È un peccato. Spero davvero che in futuro si possa tornare a correre a Imola. È il mio circuito di casa, quello a cui sono più legato. Mi piacerebbe ritornarci con la F1, soprattutto in un momento come questo, in cui la macchina è competitiva e io mi trovo in una buona posizione“.
Non è mancato un momento più leggero, legato ai celebri scherzi che Antonelli ama organizzare all’interno del box Mercedes. Alla domanda se i meccanici lo temano più per le sue prestazioni o per le tradizionali torte di compleanno, ha risposto sorridendo: “Credo più per le torte. I meccanici si guardano sempre alle spalle perché non sanno mai cosa posso fare. Cerco di portare energia positiva nel team e anche un po’ di italianità. Mi piace scherzare con tutti, ovviamente nei momenti giusti. Quando c’è da lavorare e concentrarsi sono serio, ma creare un ambiente piacevole aiuta anche a vivere meglio il lavoro in pista“.
Sul fronte tecnico, Antonelli si è detto fiducioso del lavoro svolto dalla Mercedes, pur riconoscendo il potenziale dei principali rivali. “Molti parlano soltanto del motore, ma il telaio sta facendo un lavoro straordinario. Siamo competitivi in curva e gestiamo bene le gomme. Ferrari è messa molto bene dal punto di vista del telaio e, se riuscirà a sviluppare ulteriormente il motore, potrà avvicinarsi. Anche McLaren e Red Bull sono avversari da tenere d’occhio. Noi però siamo concentrati su noi stessi e sul lavoro che stiamo facendo“.
Particolarmente interessante anche il passaggio dedicato alla possibile lotta interna in Mercedes con George Russell. Antonelli ha raccontato di aver studiato alcuni celebri duelli del passato, tra cui quelli tra Alain Prost e Ayrton Senna e tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg. “La lezione principale è che bisogna essere il più costanti possibile durante tutto il campionato. Devi massimizzare il risultato ogni volta che scendi in pista, essere aggressivo ma anche intelligente. Con George stiamo vivendo una situazione positiva: vogliamo lottare duramente, ma senza compromettere l’ambiente all’interno del team. Oggi c’è una dinamica molto sana e vogliamo preservarla“.
Lo stesso concetto è stato ribadito parlando delle indicazioni ricevute dalla squadra. “Dopo la Sprint Race abbiamo avuto un confronto molto utile e abbiamo chiarito diverse cose. Il team vuole lasciarci correre liberamente perché si fida di noi. Ovviamente, se dovessimo avvicinarci troppo o correre in maniera eccessivamente aggressiva, potrebbero chiederci di gestire meglio la situazione. Ma sanno che non faremo nulla di stupido“.
Tra i rapporti più interessanti costruiti nel paddock c’è quello con Max Verstappen. Il bolognese ha raccontato di condividere con il campione olandese una passione che va oltre la Formula 1. “Parliamo di tutto, soprattutto di GT e GT3, visto che lui ha un suo team. Dopo il Canada abbiamo parlato molto anche della sua esperienza alla 24 Ore del Nürburgring. Ma ci confrontiamo anche su aspetti della vita privata e su come stanno andando le cose nei rispettivi weekend. È piacevole perché condividiamo la passione per il Motorsport a 360 gradi“.
Infine, una riflessione sul futuro e sul richiamo esercitato da Ferrari su qualsiasi pilota italiano. Kimi non ha escluso nulla, ma ha ribadito la propria gratitudine nei confronti della Mercedes. “Ferrari è un team immenso, con un seguito incredibile, e resterà nella storia per sempre. Non si sa mai cosa può accadere in futuro. Però oggi sono molto felice in Mercedes e il mio obiettivo è vincere tanto con questa squadra. Mi hanno dato un’opportunità quando ero bambino e mi hanno accompagnato fino a qui. Sento il dovere di dare il massimo per loro, poi si vedrà“.