Tennis
Jannik Sinner scaccia le streghe, rimonta Kecmanovic e si impone al quinto set a Wimbledon
Jannik Sinner, in 3 ore e 29, supera uno spavento non da poco sul Centre Court di Wimbledon. Diventato il quarto giocatore costretto a giocare il quinto set da campione in carica, il numero 1 del mondo batte il serbo Miomir Kecmanovic per 4-6 6-3 6-7(6) 6-2 6-3 e riesce ad andare avanti. Mercoledì sfiderà il portoghese Nuno Borges, altro giocatore non proprio facile da affrontare, sebbene totalmente differente per caratteristiche dall’avversario odierno. Da segnalare il record di ace personale di Jannik in singola partita: 31.
Il primo set comincia con un Sinner non al massimo e soprattutto con Kecmanovic che ha fin dall’inizio ben chiaro di doversi giocare tutto sulla grande solidità. Arrivano così (e con vari errori) le prime due palle break a favore del serbo sull’1-1, ma dal 15-40 l’italiano risale con un ace e un contropiede di dritto non semplice. Di qui in avanti nel resto del parziale, fino al 4-4, accade l’equivalente del nulla. Anzi, fino al 4-4 40-0. Di qui in avanti due rovesci fuori, due doppi falli di fila e dritto in rete per Sinner consegnano il break a Kecmanovic, che riesce in tal modo a iniziare un parziale di nove punti a zero e a infilare un sorprendente 4-6.
La reazione di Jannik è immediata e da par suo: pur avendo qualche problema di troppo con la seconda, un suo tradizionale punto di forza, arriva il break a 15 nel secondo game con annessa caduta (priva di rischi) su un’erba che è ancora tutta intera, senza il concetto di “terba” che caratterizza le fasi più avanzate del torneo. Nei fatti, di qui in avanti le cose sono piuttosto tranquille abbastanza a lungo, e anzi Sinner non va tanto lontano dal 5-1, pur se non ha mai altre palle break nel sesto gioco che Kecmanovic risolve con una prima vincente. Il numero 1, però, deve annullare una palla break sul 4-2 e lo fa anche avendo poco dalla prima. Pochi minuti devono passare e c’è il 6-3.
Dopo un toilet break di Sinner si riparte, e stavolta nelle prime fasi non ci sono particolari problemi da una parte od all’altra. Il quinto game è però quello più ricco di eventi: prima uno strepitoso scambio vinto da Sinner con una bella volée per andare sul 15-15 e poi, due punti dopo, una scivolata di Jannik abbastanza scomposta, ma con movimento fulmineo per evitare qualsiasi problema al di là di un tocco all’anca sinistra che, poi, non viene seguito da nessun altro disturbo evidente. C’è anzi anche una palla break, sulla quale però l’italiano risponde lungo. Altre due chance sul 3-3 per andare avanti per Sinner, ma arrivano due gran prime di Kecmanovic, che sulla terza palla break sfrutta un cattivo rimbalzo che sfavorisce l’azzurro. Si va spesso in lotta, sul 5-5 di nuovo opportunità italiana, ma stavolta è il dritto a tradire Sinner. Si va al tie-break, e Jannik sembra poterlo gestire andando sul 3-0. Perde però il minibreak di vantaggio, e da quel momento ogni punto è tensione. Arriva un set point, nel quale l’italiano non riesce a far fruttare una superiorità nello scambio e ne esce un punto che Sinner fa di tutto per tenere in piedi, ma Kecmanovic vince alzando le braccia con il Centrale ad applaudirlo. Due ulteriori punti ed è suo il set: c’è di nuovo da rincorrere.
Il quarto parziale si apre senza reali problematiche dalla parte di Sinner, mentre Kecmanovic deve invece risalire da 0-30 e lo fa con una prima esterna, un rovescio lungolinea e un paio di errori di Jannik. Dopo una decina di minuti privi di patemi per l’uno o per l’altro, tocca al serbo avere il primo vero attimo di calo da lungo tempo: un dritto in avanzamento va in rete, e da quel 15-30 arriva uno schema palla corta-volée da due palle break per Sinner. Basta la prima: un dritto fuori di Kecmanovic significa 4-2 e poi rapidamente 5-2. Non solo non ci sono problemi, ma Jannik forza anche parecchio nell’ottavo gioco, e ha ragione, perché trova un secondo break, in risposta, che gli vale la possibilità di servire per primo a inizio quinto parziale.
Ormai, però, si vedono dei piccoli dettagli che favoriscono il numero 1, che pure si vede invasa di rosso la scarpa (segno che del sangue ha deciso di espandersi lì): Kecmanovic non ha la stessa mobilità dell’inizio e, soprattutto, Sinner mantiene una forte convinzione ben visibile nella qualità dei colpi. Già nel quarto game il numero 1 va vicino al break, salendo sullo 0-30 e poi andando ai vantaggi, ma il serbo riesce a tenere anche con qualche soluzione davvero sopra le righe. Non accade la stessa cosa nel sesto: doppio fallo di Kecmanovic, 15-40, dritto in rete ed è 4-2. A quel punto il destino del match è segnato, e Sinner può andare tranquillamente via verso una vittoria che lo tranquillizza tantissimo.
Detto dei 31 ace, importante per Sinner è un notevole 89% di punti vinti con la prima (77/87), mentre funziona leggermente meno del solito la seconda, che pure verso la fine aggiusta i propri numeri (59% contro 50%). Nettissima la differenza tra Jannik e Kecmanovic sul fronte dell’impostazione di gioco, come si nota dal dato vincenti-errori grautiti: 72-52 da una parte, 20-33 dall’altra.