Nuoto

Jacopo Barbotti: “Battere Razzetti un’emozione, ma resta il riferimento nei misti. Sogno una medaglia con la 4×200 sl”

Alessandro Passanti

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Jacopo Barbotti / Alessandro Gennari

Jacopo Barbotti è stato l’ospite dell’ultima puntata di Swim Zone in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il giovane mistista e specialista dei 200 stile ha toccasto numerosi argomenti tra una carriera che sta sbocciando e obiettivi importanti.

Dopo aver chiarito che:Marchand è sempre stato il mio idolo”, il nativo di Legnano ha fatto il punto della situazione della sua carriera“A settembre mi sono trasferito a Roma. Dopo due anni con Pedoja che mi hanno fatto crescere molto, ora mi alleno con Guglielmi. Gli allenamenti sono stati molto mirati agli Assoluti, i chilometri sono aumentati tanto. Mi sono ambientato in un nuovo gruppo e mi ha aiutato a centrare buoni risultati. Diciamo che il mio percorso è iniziato 3 anni fa e i risultati ottenuti sono merito di quel percorso. Sono convinto poi che posso fare ancora di più”.

Barbotti passa poi a raccontare i suoi inizi nel nuoto: “Io sono di Legnano. Mia madre lavorava in piscina e mi ha subito messo in acqua sin dall’età di un anno. Le prime nuotate, fino agli Esordienti A, le ho fatte proprio a Legnano, poi sono passato a Busto Arsizio con Gianni Leoni che allenava grandi atleti. Io ero piccolo e non potevo lavorare con loro poi, dopo il Covid, mi sono trasferito di nuovo a Legnano. Il cambiamento più grande alla fine è stato quello di settembre con il passaggio a Roma”.

Un allenatore che, assieme a lui, allenava anche Martinenghi: “Con lui mi sono allenato solo nell’anno olimpico. Anche se Pedoja era concentrato ovviamente su Martinenghi, era presente anche con me. Gli allenamenti, viste le differenze di gare, non erano semplici, ma abbiamo gestito tutto nel migliore dei modi”.

Nonostante la giovane età, essendo un classe 2006, è già un nuotatore decisamente eclettico: “Se c’è da fare tante gare non mi tiro certo indietro. Fin da piccolo sono sempre stato abituato a disputare tante gare. Da piccolo ricordo una volta che ne feci 22 in una gara in Svizzera in un solo weekend. Mi piace fare tante gare, specie quelle sui 200 metri. Allenando i misti mi piace svariare su gare anche non mie sulla carta. Diciamo che il mio marchio di fabbrica è la chiusura nello stile libero. Dove posso crescere? Direi che la frazione a farfalla è migliorabile. Nei 400 misti è una questione fisica, quindi trattengo le energie perchè la gara è lunga. A lato di questo, farfalla e dorso sono le due frazioni che devono migliorare di più. Anche facendo il passaggio lento fatico troppo per il tempo che viene fuori. I 200 farfalla poi sono quelli che mi vengono meno bene e devo migliorare”.

Ed ora tutta la concentrazione va sugli Europei di Parigi: “Il momento della realizzazione è stato lungo. Il giorno che ho vinto i 200 misti agli Assoluti ho avuto tante emozioni e il giorno dopo avevo già i 200 stile dopo aver dormito pochissimo. La mattina è stata complicata e ho rischiato di rimanere fuori dalla Finale A. Sarà una emozione bellissima gareggiare a Parigi. Ora avrò il Mare Nostrum a Barcellona, quindi il Sette Colli a Roma che mi daranno modo di entrare nell’ambiente della Nazionale. Avrò tempo per prepararmi a livello mentale, l’aspetto più difficile a mio parere. Gestire più gare una dopo l’altra non è facile e non lo sarà nemmeno a Parigi. Ho già visto il calendario e ogni appuntamento sarà da affrontare pronto dal punto di vista mentale. Marchand? Ovviamente sarà una emozione gareggiare con lui, ma so benissimo che è di un altro livello. Punterà al record del mondo e non ho dubbi che ci potrà riuscire. A fine gara magari gli chiederò un autografo”.

Oltre alle gare individuali, occhio alla 4×200: “La staffetta è molto competitiva. La testa va anche lì sicuramente. Non ci siamo ancora parlati e non c’è ancora niente di certo, ma sono sicuro che analizzeremo tutto nell’imminenza. Sarà bellissimo farne parte. Ci sono diversi giovani in lizza e fare parte di quel gruppo sarebbe davvero speciale. Il podio sarebbe il sogno. La Gran Bretagna è il punto di riferimento, combattere con loro sarebbe molto. Dal mio punto di vista mi piacerebbe essere il quarto frazionista per chiudere la gara”.

Come sarebbe il 200 stile perfetto? Per esempio nella finale dell’Assoluto avrei dovuto passare un po’ più forte e tornare allo stesso livello. Quindi vorrei fare un passaggio più forzato e chiudere forte come provo sempre a fare. Sono cose che vanno migliorate nel tempo”.

Sta nascendo un dualismo con Alberto Razzetti? “Lui è ovviamente il punto di riferimento nei misti da anni. Il movimento italiano sta crescendo anche grazie a lui. Vincere contro di lui è stata una emozione, ma ‘Razzo’ rimane sempre il punto di riferimento”.

Contento a settembre se… La stagione sta andando anche sopra le aspettative iniziali. Sicuramente dobbiamo cercare di cavalcare l’onda ma sappiamo che non si potrà migliorare sempre. Sono felice così com’è ma voglio gareggiare a Parigi e dare tutto tirando fuori magari quel qualcosa in più per una qualificazione alla finale. E, perchè no, anche una medaglia nella 4×200″.

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