Roland Garros
IL MAGO DELLA NOTTE! Matteo Arnaldi vince un’epica e indelebile battaglia con Tiafoe: sfiderà Berrettini ai quarti!
Matteo Arnaldi conquista una delle partite più incredibili di un Roland Garros che, momento dopo momento, si rivela sempre più privo di un qualsivoglia senso logico. Dopo essersi trovato sotto 4-1 40-15 nel quarto set, batte l’americano Frances Tiafoe per 7-6(5) 6-7(5) 3-6 7-6(3) 6-4 in cinque ore e 26 minuti e, all’alba del secondo match più lungo del torneo nel 2026, è nei quarti di finale. E sarà derby con Matteo Berrettini, il che significa una sola cosa: ci sarà almeno un italiano (anzi, un Matteo per la precisione) in semifinale.
Si parte con i due che si scambiano subito palle break a più non posso: ne ha una Arnaldi nel game d’apertura, ne ha tre Tiafoe nel secondo, ed è sempre la prima di servizio a dare una grande mano al giocatore italiano. Che, poi, approfitta di una prima fondamentalmente assente da parte dell’americano per mettere a segno il break a 30 nel terzo gioco con un bel rovescio. Prontissima la risposta di Tiafoe, che gli rende la pariglia giocando un bel tennis d’attacco. Il sanremese, però, continua a dargli fastidio e ancora nel settimo game spinge forte: un lob da highlights gli regala lo 0-30 e poi, di rovescio, va ancora a strappare la battuta al suo avversario. Finita? No, perché come a 15 l’aveva portato via, a 15 Arnaldi perde il servizio anche perché il ritmo dell’americano diventa importante. Si arriva così al tie-break, una faccenda decisamente combattuta nella quale i servizi, inizialmente in genere ben tenuti, iniziano a cedere proprio avvicinandosi alla fatidica quota 7. Due sono i set point che guadagna Arnaldi, sul primo Tiafoe piazza una gran risposta, ma sul secondo sbaglia e così, dopo 73 minuti, è 7-5 per l’italiano.
Nel secondo set la lotta continua esattamente nello stesso modo in cui si è vista nel primo, anche se questo inizia ad accadere solo dopo i primi quattro game, che vanno via abbastanza velocemente. Sul 2-2 è Arnaldi a cedere la battuta alla terza palla break, dopo una serie di punti davvero spettacolari chiusi da un suo errore. Lottato anche il sesto gioco, nel quale il sanremese toglie di nuovo la battuta a Tiafoe sfruttando tanto il dritto. Arriva però subito dopo il terzo break consecutivo, con tre errori in fila di Arnaldi dal 30-15. L’azzurro deve salvare quattro set point, di cui tre consecutivi, utilizzando sapientemente sia la prima che lo smash e poi, dopo dieci minuti, riesce a mandare Tiafoe a servire. E a perdere la battuta sprecando un quinto set point: qualche errore di troppo dell’americano, una quota di spettacolo dell’italiano ed è 5-5. Sul 6-5 Arnaldi s’inventa uno dei punti più belli del torneo prima di un tie-break che vede i due giocatori perdere continuamente la battuta. Una specie di duello rusticano, che l’americano vince con un rovescio da 7-5 dopo due ore e 31 minuti di gioco, divise tra 73 minuti del primo set e 78 del secondo.
I due giocatori, evidentemente abbastanza provati dallo sforzo enorme di quella prima fase di match, si ritrovano a servire abbastanza bene nelle prime fasi del terzo set, benché si veda una convinzione leggermente maggiore da parte di Tiafoe in più di un’occasione. Il tutto al netto del fatto che, comunque, Arnaldi ogni volta lo porta a 30 nei suoi turni di battuta. L’americano, però, si prende il break di vantaggio nel sesto game sfruttando il fatto che Arnaldi forzi la seconda. Di fatto qui Tiafoe inizia a colpire vincenti con grande fiducia, fino ad andare sul 5-3 0-40 in proprio favore. Arnaldi riesce ad aggrapparsi alla battuta, salva il game e i tre set point, ma non può granché sul servizio dell’avversario: 6-3 Tiafoe.
Il calo fisico di Arnaldi ora c’è e si vede in maniera netta, con Tiafoe che sprizza al contrario fiducia da qualsiasi poro possibile e immaginabile. Alla terza palla break si prende subito il vantaggio con una bella iniziativa di dritto. Di fatto ora è l’americano che sale sopra la palla in tutti i modi possibili e immaginabili, con Arnaldi costretto a fare gli straordinari. Il sanremese riesce ad annullare una palla break sullo 0-2, ma non riesce a evitare che il suo avversario vada sul 4-1. Quando tutto sembra finito, però, l’italiano approfitta di un momento di forse eccessiva fiducia del suo avversario e recupera uno dei due break, riaccendendo il Lenglen che inizia a supportare l’azzurro. E, proprio quando Tiafoe serve per il match, accade di tutto: l’americano inizia a sbagliare un po’ troppo, Matteo comincia a entrare di dritto e, alla seconda palla break, ottiene il 5-5. Ed era sotto 4-1 40-15. Una risposta profonda regala a Tiafoe un’ulteriore palla break, annullata con la prima. Si arriva al terzo tie-break di una sera lunghissima, e l’americano perde entrambi i suoi primi punti al servizio, l’uno con un doppio fallo, l’altro con un rovescio spaziale di Arnaldi. Il sanremese perde uno dei due minibreak subito, ma arriva al 6-3. Un altro doppio fallo di Tiafoe spedisce la sfida al quinto set.
Nel terzo game, a Lenglen ormai letteralmente infuocato (almeno per i comunque tanti rimasti), Arnaldi riesce a guadagnarsi due palle break in fila, che però non si concretizzano. Arnaldi s’inventa un numero spaventoso in lungolinea per arrivare al 2-2, e nel puno successvo, il primo del quinto game, arrivano un pallonetto difensivo a testa, un nastro e un dritto vincente del sanremese che fa esplodere il Lenglen. Un doppio fallo di Tiafoe, un gran rovescio e un altro bel dritto portano al break a zero. Il game successivo è duro, ma, proprio alla soglia delle 5 ore, Arnaldi sale sul 4-2 e poi fino allo 0-30, poi Tiafoe recupera con accortezza. Poi è l’italiano a finire sotto 0-30 sul 3-4, e poi arriva un lungolinea pazzesco dell’americano per il 15-40. Ed è la seconda palla break quella che riequilibra, un’altra volta, la situazione: 4-4. Arnaldi risponde salendo sullo 0-30 (e facendo rotolare sulla terra Tiafoe) e ancora sulle tre palle break. Basta la prima, con un diagonale stretto in risposta che vale il 5-4. Sul 30-15 Arnaldi commette un doppio fallo e nello scambio successivo Tiafoe prende l’iniziativa di dritto: palla dell’ennesimo controbreak, annullata coraggiosamente con un rovescio nei piedi che l’USA non controlla. Sul primo match point, però, Tiafoe gioca un gran schema dritto e rovescio in avanzamento. Il secondo termina con un rovescio di Arnaldi in rete. Ma, sul 40 pari, Matteo difende con una ragnatela che nemmeno l’Uomo Ragno e Tiafoe spedisce l’ultimo smash in rete: terzo match point. Prima vincente, finita. Dopo 5 ore e 26 minuti, Matteo Arnaldi è nei quarti.
I numeri dicono una sola parte della storia: i 74 vincenti e 76 gratuiti di Arnaldi contro il 69-69 di Tiafoe, i nove punti in più vinti dal ligure, quei piccoli dettagli che fanno una partita. C’è pure l’altra parte della storia: con il numero 1 del mondo, Jannik Sinner, che è fuori, e con Lorenzo Musetti, numero 2 italiano e che è andato a un infortunio dal numero 3 del mondo a Melbourne, l’Italia piazza comunque tre uomini nei quarti. Per ribadire quello che Jannik continua a dire da tempo quasi ogni volta che può: quest’Italia di giocatori ne ha tanti. E questi possono fare davvero tantissimo. E lo stanno dimostrando.