Formula 1

Giorgio Piola: “Pacchetto evolutivo importante per la Ferrari. Soluzione al fondo che nessuno ha proposto”

Giandomenico Tiseo

Pubblicato

il

Charles Leclerc / IPA Sport

È tempo di analisi dopo le qualifiche del Gran Premio di Barcellona-Catalogna, settimo appuntamento del Mondiale 2026 di Formula 1. Sul tracciato del Montmeló, George Russell ha conquistato una pole position di grande spessore al volante della Mercedes, precedendo una grande Ferrari con Lewis Hamilton e l’altra W17 di Kimi Antonelli, attuale leader del campionato.

Una sessione che ha lasciato diversi spunti di riflessione, a partire dall’incidente di Charles Leclerc con l’altra SF-26 nella fase iniziale della Q3, quando il monegasco è finito contro le barriere dopo aver mostrato un ritmo che lo candidava concretamente alla lotta per la prima posizione. Di questi temi si è discusso nell’approfondimento andato in onda sul canale YouTube di OA Sport, con Giorgio Piola, firma storica del motorsport, che ha analizzato i principali protagonisti della giornata catalana.

L’attenzione del giornalista si è concentrata anzitutto sulla prestazione di Lewis Hamilton, autore della sua migliore qualifica stagionale con la Ferrari. “È stato bellissimo rivedere Lewis Hamilton a questo livello“, ha sottolineato Piola, evidenziando come il britannico non fosse neppure pienamente soddisfatto del proprio giro a causa di alcuni problemi nella gestione dell’energia nel finale del tentativo decisivo. “Un Hamilton sicurissimo nel primo giro, che ha dato la sua zampata”, ha aggiunto, parlando di una prestazione che rappresenta una conferma del percorso di crescita intrapreso dal sette volte iridato. “Ora c’è stata una riconferma, non una rinascita“, ha precisato, ricordando le difficoltà vissute nella scorsa stagione e il complesso processo di adattamento alla SF-25.

Sul fronte Mercedes, Piola ha esaltato la risposta di George Russell dopo le ultime uscite meno brillanti: “Bellissima risposta di Russell, che ce lo aspettavamo dopo quanto accaduto nei GP precedenti e le batoste prese da Antonelli“. Un risultato che conferma il valore del pilota inglese, capace di sfruttare al meglio le caratteristiche di una monoposto che sul circuito catalano ha mostrato un eccellente equilibrio.

Diverso il discorso per Antonelli, terzo ma staccato di circa tre decimi dal compagno di squadra. Secondo Piola, il giovane bolognese ha pagato soprattutto una preparazione limitata nel fine settimana. “Kimi è stato un po’ sfortunato per il traffico in pista, non si è trovato bene con la propria vettura“, ha spiegato. Una situazione aggravata dall’impossibilità di disputare la prima sessione di prove libere a causa della rotazione prevista dal regolamento per i rookie. “Probabilmente Antonelli ha un po’ patito il fatto di non aver potuto girare nella FP1 per via della regola del rookie“, ha osservato Piola.

Entrando maggiormente nel dettaglio tecnico, il collega ha fornito ulteriori elementi per spiegare il divario accusato in qualifica dal leader del Mondiale. “Posso testimoniare che Antonelli fa un sacco di esperimenti sulla macchina in FP1: cambiano la zavorra della parte centrale del muso, altezza da terra, regolazioni. Quindi, il non aver potuto fare le libere 1 l’ha penalizzato“. Da qui la sua conclusione sul distacco da Russell: “Questi tre decimi pagati dal compagno di squadra sono tanto dovuti, credo, alla mancanza di tempo per mettere a punto la sua monoposto“.

Tra gli episodi più discussi del sabato spagnolo c’è inevitabilmente l’incidente di Leclerc. Piola non ha nascosto il rammarico per quanto accaduto: “Qualifica dalla sorpresa amara, purtroppo Leclerc ha sbattuto e sentiva di voler fare assolutamente la pole e ha esagerato a entrare in curva 4. Con una botta molto forte“. Tuttavia, il giornalista ha invitato a contestualizzare l’errore, sottolineando quanto sottile sia il confine tra un’impresa memorabile e un incidente quando si cerca il limite assoluto. “Nel tentativo di fare la pole position, ha forzato e non c’è nulla di male. In altre parole, tra lo schianto e la cosa fantastica passa niente. Se fosse andata bene quella entrata in curva 4 a Leclerc, staremmo ad osannare il ferrarista“. Per questo motivo, Piola non considera l’episodio come una colpa grave del ferrarista: “Purtroppo ha rischiato troppo, ma non lo vedo come un peccato pazzesco o un errore imperdonabile“.

L’analisi si è poi spostata sugli aspetti tecnici che hanno caratterizzato il weekend della Ferrari. Piola ha ricordato come il tracciato di Barcellona rappresenti tradizionalmente un banco di prova particolarmente indicativo per valutare il reale valore di una monoposto. “Su questa pista si capisce sempre se una vettura va bene o male“, ha spiegato, ammettendo di essersi atteso qualcosa in più dalla McLaren.

Al contrario, la scuderia di Maranello ha impressionato per l’efficacia del pacchetto evolutivo introdotto in Catalogna. “La Ferrari ha fatto un pacchetto evolutivo importante“, ha evidenziato Piola, entrando nel dettaglio delle modifiche apportate. “Non si tratta di cose macroscopiche, ma si è intervenuti in tutte le aree della monoposto: nuova ala anteriore, nuovo fondo soprattutto con una soluzione all’ingresso che nessuno ha proposto; nuove fiancate; nuovo diffusore“.

Un insieme di aggiornamenti che comportava inevitabilmente dei rischi: “Quando una squadra porta tante novità, può essere un rischio perché non si riesce a trovare la quadra“. Eppure, secondo il giornalista, il lavoro svolto dagli uomini di Maranello è stato estremamente efficace: “La Ferrari ha fatto un grande lavoro, al pari di Hamilton, che vedo perfettamente integrato con la scuderia“.

Tra gli argomenti affrontati anche quello relativo all’impianto frenante utilizzato da Hamilton. Piola ha ridimensionato le polemiche nate attorno alla scelta dei dischi Carbon Industries. “Anche sulla questione freni, Lewis ha provato la soluzione dei dischi Carbon Industries e non è una cosa così scandalosa“, ha affermato, spiegando come si tratti soprattutto di una questione di sensibilità personale del pilota. “I piloti hanno una sensazione personale, Lewis li aveva provati in Bahrain. Leclerc ha optato solo in questa gara“.

A tal proposito, il collega ha precisato chela Brembo è fornitrice in esclusiva delle pinze, non si può parlare di altro materiale. La differenza è sui dischi“. Per rendere meglio il concetto ha ricordato un curioso episodio vissuto in Ferrari negli anni Novanta con Jean Alesi e Gerhard Berger. “Nel GP del Portogallo di parecchi anni fa, Alesi aveva scartato l’uso di dischi nuovi, mentre Berger li aveva approvati. Preso atto di questo, Jean tornò sui suoi passo…Questo fa capire quanto l’effetto psicologico incida“, ha commentato, sottolineando come il feeling personale possa fare la differenza. “Hamilton ha guidato per anni con le pinze Brembo e i dischi Carbon Industries per cui è ovvio che aveva un bagaglio di feeling incredibile. È un discorso di sensazione personale“.

Infine, Piola ha affrontato il tema dell’ADUO e delle discussioni sorte attorno alle power unit in vista del futuro regolamentare. “L’ADUO viene applicato solo al motore endotermico“, ha ricordato, invitando a non trarre conclusioni affrettate sul reale valore dei propulsori. “Mekies ha smentito che il pilota Ford sia il più forte e poi dobbiamo pensare che l’unità motrice è molto più complessa“.

Pur riconoscendo che i risultati in pista sembrano indicare una Mercedes particolarmente competitiva sul fronte motoristico, Piola ha evidenziato i limiti dell’attuale sistema di valutazione. “Sembra logico che Mercedes sia più avanti di tutti nella power unit, ma ripeto che il sistema ADUO si basa solo sulla valutazione del motore atmosferico non elettrico“.

Da qui la prospettiva di possibili correttivi da parte della Federazione Internazionale: “La FIA rivedrà questi parametri, in seguito alla protesta della Red Bull. In base alla sensazione comune, sembra impossibile che Mercedes sia in una condizione di essere dietro al team di Milton Keynes“.

CLICCA QUI PER GUARDARE L’ULTIMA PUNTATA SUL CANALE YOUTUBE DI OA SPORT

Exit mobile version