Atletica

Gianmarco Tamberi: “Ho sconfitto le mie paure più grandi. Gli Europei restano l’obiettivo”

Erik Nicolaysen

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Tamberi / Lapresse

Gianmarco Tamberi, stella dell’atletica leggera italiana e nello specifico del salto in alto, ha scelto di non fermarsi puntando con decisione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 per quello che potrebbe essere l’ultimo grande appuntamento di una carriera leggendaria, nonostante tutti i problemi e gli infortuni fronteggiati negli ultimi anni. ‘Gimbo’ non gareggia dallo scorso 14 settembre, quando venne eliminato in qualificazione ai Mondiali di Tokyo al termine di un 2025 molto difficile, ma da allora ha dovuto fare i conti con un altro lungo calvario tra fascite plantare ed un nuovo calcolo renale.

È stato complicato. Dopo una stagione come quella del 2025, nella quale a causa di alcune scelte e di risultati mancati le cose non erano andate come speravo, questa stagione 2026 serviva per ripartire anche mentalmente, per rimettermi in moto, per dimostrare a me stesso e a chi mi segue che ci sono ancora, perché so ancora di valere. C’è stato tanto impegno, tanto lavoro da settembre-ottobre, appena finito il Mondiale, fino a fine gennaio. Andava tutto bene. Poi sono arrivati i problemi, uno dopo l’altro, e problemi anche importanti che mi hanno tenuto fermo: prima giorni, poi settimane, poi mesi. Problemi che non venivano risolti in nessun modo, provando ogni tipo di alternativa. Questa cosa mi ha fatto sempre più paura, perché mi spaventava l’idea di dover affrontare la stagione 2026 rischiando di ripetere quello che era successo nel 2025, cioè delle prestazioni sottotono. La paura mi ha portato a fare un passo indietro. Quando hai paura di non riuscire a fare qualcosa, tendi a tirare i remi in barca. È quello che non devi mai fare, però siamo umani. Ho sbagliato. In quel momento ho avuto paura di fallire e ho iniziato a non crederci più, per circa un mese. Facevo tutto quello che mi era richiesto dal punto di vista terapeutico e degli allenamenti, ero disciplinato al cento per cento nella parte pratica, però quando non credi in qualcosa lasci da parte tanti di quei dettagli che sono fondamentali“, racconta il campione olimpico di Tokyo 2021 in una lunga intervista concessa a Sky.

La realtà è che ogni giorno in cui non pensavo da atleta in maniera positiva era un giorno in cui mi sentivo in colpa nel non crederci. Mi sentivo in colpa perché so cosa vuol dire passare le difficoltà e so che per uscirne bisogna credere che sia possibile farcela. Sapevo benissimo che stavo prendendo la strada sbagliata, quella che non mi avrebbe aiutato a uscirne. Però non sempre abbiamo la forza e il coraggio di metterci in gioco. Io probabilmente, dopo questi anni un po’ complicati, avevo paura di fallire. Poi però l’importante è rialzarsi. Dal momento in cui sono riuscito a fare lo switch è cambiato tutto. Adesso le cose stanno andando molto meglio, sono di nuovo proiettato come se non fosse successo nulla tra fine gennaio e aprile-maggio. L’obiettivo rimangono gli Europei, la voglia di far bene è la stessa di prima e c’è la consapevolezza di poterlo fare“, dichiara il 34enne marchigiano tenendo aperto uno spiraglio per la rassegna continentale di inizio agosto a Birmingham.

Sull’importanza di partecipare agli Europei:Per me è importantissimo, per il percorso che sto facendo. Il 2025 è stato il frutto di una scelta, quella di sacrificare in parte la stagione per sistemarmi dal punto di vista fisico, perché avevo portato il mio corpo un po’ al limite per tantissimi anni. Dovevo sistemare il ginocchio e la caviglia. Quest’anno, invece, doveva e deve essere l’anno della ripartenza, del rilancio. È fondamentale tornare a saltare misure che mi facciano vedere Los Angeles come un obiettivo fattibile, che è quello che voglio fare. È fondamentale esserci in un certo modo. Non mi aspetto di saltare 2.37 agli Europei di Birmingham, perché significherebbe aver sbagliato qualcosa se puntassi a quella misura in quella gara. Però non voglio nemmeno rivedermi nelle condizioni in cui ho gareggiato l’anno scorso al Mondiale. Sappiamo che il lavoro fatto è tanto e che possiamo toglierci delle soddisfazioni. Non sarà facile, come non è mai stato facile, come non è facile per nessuno. Però c’è tanta voglia di riuscirci. Vediamo anche che i grandi come Duplantis sbagliano, e per questo la mentalità del vincere prima e poi pensare a quale altezza hai saltato è importante. Questo ce l’abbiamo tutti“.

Sulla crescita di Matteo Sioli, fresco vincitore del Golden Gala:Matteo è un ragazzo straordinario che sta facendo cose bellissime. Ha dimostrato grande umiltà e grande voglia di raggiungere obiettivi importanti. Ha il talento, la sfrontatezza in gara, la determinazione per fare cose davvero importanti. Gli auguro tutto il meglio. Spero che il suo obiettivo non sia esattamente uguale al mio, però gli auguro davvero tutto il meglio. Lo sento come un fratellino minore. È cresciuto guardando tante delle mie gare, e questa cosa la rivedo molto in pedana: vedo come è umile fuori dal campo e quanto è sfrontato in pedana, che è importantissimo. Per me è emblematico il salto a 2.23 al Golden Gala di Roma: sbaglia, scende dal tappetone e carica il pubblico. Non è una cosa consona farlo dopo un errore, di solito carichi il pubblico quando riesci a saltare. Lui ha sbagliato e ha caricato lo stesso, mettendosi addosso pressione e responsabilità. È quello che vado narrando da anni. Sono contentissimo di averlo al fianco“.

Il movimento italiano sta crescendo tanto. Con lui ci sono anche Stefano Sottile, già consacrato, Manuel Lando, Celebrin, Stronati, Falocchi che quest’inverno ai Mondiali era uno dei favoriti per una medaglia. Un movimento che sta crescendo a dispetto di quello internazionale, che invece è in calo drastico. Un secondo posto con un 2.23 al Golden Gala è emblematico: è vero che Doroshchuk, Kerr e il coreano Woo non c’erano per problemi fisici, però il livello medio internazionale è indubbiamente sceso. E questa cosa è molto positiva per noi italiani“, aggiunge Tamberi.

Sulla programmazione delle prossime settimane e la marcia di avvicinamento verso Birmingham:Inizierò a gareggiare a metà luglio. Visti i problemi avuti, adesso è fondamentale ripartire bene e lavorare bene in allenamento. L’idea è di gareggiare intorno a inizio-metà luglio per fare due o tre gare prima dell’Europeo, con l’Europeo come obiettivo fondamentale“.

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