Roland Garros
Filippo Volandri alla vigilia della finale del Roland Garros: “Cobolli conosce bene Zverev e ha le sue chance”
Flavio Cobolli ha usufruito del ritiro di Matteo Arnaldi (colpito da un virus) per approdare in finale al Roland Garros 2026, dove sarà chiamato ad una grande impresa contro il favorito tedesco Alexander Zverev. Il capitano della Nazionale italiana di Coppa Davis ed ex giocatore Filippo Volandri ha parlato delle possibili prospettive del romano alla vigilia della sua prima finale in un Major.
“Flavio affronta un tennista che conosce bene, con cui ha vinto e perso nelle ultime settimane e ha la possibilità di fare un grande risultato. Una finale Slam e soprattutto la prima, è sempre difficile, ma credo che Flavio potrà giocarsi le sue chance, su un campo che ormai conosce bene e su cui si sta trovando sempre meglio. Zverev farà di tutto per conquistare questo titolo, sarà una partita combattuta, interessante”, ha spiegato Volandri in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport.
“Quando l’aspettativa è alta, Flavio mantiene la promessa e questo è molto importante, è un segno di maturità. La partita con Auger-Aliassime, iniziata nella bufera di vento, è stata gestita molto bene. Con il tetto chiuso le condizioni erano particolari, il campo rallentava e lui è stato bravo ad adattarsi“, ha aggiunto l’ex tennista toscano elogiando Cobolli.
Sul torneo di Arnaldi: “A prescindere da come sarebbe poi andato il match, Arnaldi si era davvero meritato questa semifinale ed è un peccato che non abbia potuto viverla. Però è stato male tutta la notte precedente e non avrebbe avuto la possibilità di scendere in campo. Dopo aver vinto a Cagliari e raggiunto il terzo turno a Roma è andato sempre in crescendo e ha fatto un altro grande torneo. Ha ritrovato fiducia nel suo fisico, che per lui è fondamentale. Il problema al piede lo ha danneggiato molto. Se Matteo non si può fidare del suo fisico, il suo tennis ne risente. La cosa più importante è aver ritrovato fiducia nei propri mezzi. Gli abbiamo visto fare una maratona dopo l’altra, gestire il caldo con Griekspoor e le battaglie con Collignon e Tiafoe. Dal punto di vista fisico e atletico è stato fatto un lavoro straordinario e quando funziona quello, poi funziona anche la parte tecnica. Purtroppo è stato sfortunato“.