Ciclismo

Filippo Fiorelli: “Vingegaard non è da meno a Pogacar: al Tour può giocarsela. Non mi aspettavo l’occasione alla Visma”

Francesca Cazzaniga

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Filippo Fiorelli / IPA Agency

Dopo sei stagioni in maglia VF Bardiani-CSF Faizanè, da quest’anno Filippo Fiorelli difende i colori della Visma-Lease a Bike di Jonas Vingegaard. Il suo percorso è l’esempio perfetto di voglia di fare e gavetta: a 20 anni è salito per la prima volta in bicicletta correndo le granfondo, a 30 è stato scelto dalla seconda squadra più forte del mondo.

A 31 anni, dopo una più che onesta carriera in Bardiani, ti saresti aspettato l’occasione in una delle squadre più importanti al mondo?
“No, sinceramente no. O meglio, forse me lo sarei aspettato qualche anno prima, ma non a questa età e soprattutto non alla Visma. Pensavo piuttosto a una squadra World Tour, ma non a un salto così importante.”

Quali sono le più grandi differenze che hai trovato alla Visma?
“Principalmente il livello di organizzazione e la logistica. Sono rimasto davvero colpito da come lavorano le grandi squadre: tutto è estremamente curato, nulla viene lasciato al caso. C’è una struttura impeccabile che ti permette di pensare solo a pedalare.”

Dopo l’approdo in Visma e a dispetto dell’età, senti a questo punto di avere ancora importanti margini di crescita?
“Sì, assolutamente. Dal mio passaggio tra i professionisti nel 2020 a oggi sento di essere sempre migliorato. Ogni stagione ho fatto dei passi avanti e qui in Visma sto riuscendo a compiere quel salto di qualità che cercavo da tempo.”

Cosa ha rappresentato per te la vittoria alla Tro-Bro Léon?
“È stata una svolta importante nella mia carriera. Sono arrivato in Visma con un ruolo da gregario, soprattutto a supporto di Brennan e Van Aert nelle volate, ma la squadra mi ha sempre fatto capire che le opportunità personali sarebbero arrivate. E infatti è stato così, come dimostra anche la top5 nell’ultima tappa dei Paesi Baschi.”

Che idea ti sei fatto di Davide Piganzoli come persona e come corridore? Pensi che in futuro possa prendersi delle responsabilità nei Grandi Giri?
Davide Piganzoli lo conosco da diversi anni e abbiamo corso insieme molte volte. Quest’anno abbiamo anche condiviso alcuni ritiri: è una persona davvero alla mano e un corridore con grande potenziale. In ottica crescita sta facendo passi importanti e lo vedo bene anche nei Grandi Giri, dove può sicuramente assumersi responsabilità in classifica generale.”

Allenarsi insieme a campioni come Van Aert e Vingegaard quanto arricchisce il tuo bagaglio?
“Con Van Aert ci corro più spesso, quindi per me è un punto di riferimento: da lui si impara tantissimo. Ma anche lavorare accanto a Jonas Vingegaard è estremamente formativo, perché osservi da vicino cosa significa essere al livello più alto del ciclismo mondiale.”

Pensi che Vingegaard abbia le carte in regola per giocarsela alla pari con Pogacar al Tour?
“Sì, l’ho sempre pensato. Jonas sa perfettamente come gestire una corsa e come arrivare al picco di forma nei momenti giusti. Pogačar parte come favorito, ma Vingegaard non è assolutamente da meno: ha già dimostrato di poter vincere Grandi Giri con intelligenza e solidità.”

Che obiettivo ti piacerebbe raggiungere in questa tua nuova fase di carriera?
“All’inizio dell’anno avrei detto che il mio obiettivo era meritarmi qualche occasione e sfruttarla al meglio. La squadra è soddisfatta del mio lavoro e sento molta fiducia attorno a me. Sono tornato alla vittoria dopo quattro anni, che era un traguardo importante. Adesso voglio continuare a lavorare per la squadra e, quando arriveranno altre opportunità personali, farmi trovare pronto.”

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