Formula 1

F1, per Russell e Leclerc lo spettro di restare incompiuti. Ridimensionati dalla tenaglia anagrafica Antonelli – Hamilton?

Francesco Paone Casati

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Russell e Leclerc / La Presse

A corollario di quanto scritto nella giornata di ieri, ossia del ribaltamento nelle gerarchie interne a Mercedes e Ferrari, si può effettuare una riflessione a parti invertite. Non dal punto di vista di Kimi Antonelli e Lewis Hamilton, bensì da quello di George Russell e Charles Leclerc, ossia i piloti attualmente in difficoltà nelle due squadre. Difficoltà, beninteso, totalmente diverse.

Il britannico partiva con i crismi di favorito assoluto per la conquista del Mondiale. Dopo sei gare è sotto 1-5 nel conteggio delle vittorie e, soprattutto, si trova ad avere poco più della metà dei punti del compagno di squadra. Qualche episodio sfortunato ha contribuito a generare questo tetro scenario, ma generalmente le prestazioni dell’inglese sono state inferiori a quelle dell’italiano.

Il monegasco, da anni punto di riferimento della Ferrari, si ritrova per la prima volta in secondo piano. Le sue performance non sono inferiori a quelle del team mate, ma il delta in termini di rendimento si è chiuso. Inoltre, è totalmente differente l’atteggiamento tra i due ferraristi. Lewis è fermo, determinato, feroce. Charles appare dubbioso, sconsolato e rassegnato. Parti invertite rispetto al 2025.

Va rimarcato il dato anagrafico, ed è indubbiamente il più impattante. Antonelli è uno dei piloti più giovani in griglia, si parla di un classe 2006. Hamilton è invece uno dei più anziani, essendo venuto al mondo nel 1985. Russell e Leclerc, rispettivamente figli del 1998 e del 1997, sono nel mezzo. Teoricamente sono Giorgio e Carlo a trovarsi nel loro prime, ossia la fase del picco di rendimento. Kimi dovrebbe essere ancora nella fase ascendente della parabola, Lewis in quella discendente.

Eppure, la funzione del rendimento non segue i paradigmi della gaussiana. Anzi, la curva è totalmente diversa. Il ragazzino e il vecchietto stanno mettendo in grossa difficoltà i due uomini adulti, nel pieno delle proprie forze. Proprio questa dinamica fa riflettere. Hamilton ha già vinto 7 titoli mondiali, sarà ricordato come uno dei più grandi piloti di tutti i tempi. Antonelli ha, in linea teorica, quasi un decennio di carriera in più davanti a sé rispetto a Leclerc e Russell.

Questi ultimi, invece, anziché dettare leggere ed essere in una posizione di forza, si ritrovano in una sorta di limbo, con il rischio di restare nell’incompiutezza. Verstappen, coetaneo del monegasco, i suoi 4 iridi li ha conquistati. Norris, connazionale dell’inglese, ha avuto modo di affermarsi (seppur senza convincere, ma quando si leggono gli albi d’oro, tale fattore è ininfluente).

Sempre ragionando in potenza, dovrebbe essere il momento di Russell e Leclerc, che da anni aspettano la loro occasione. George ce l’ha, vista la competitività di Mercedes, ma all’improvviso si è visto strappare i galloni di numero uno del team dall’ultimo arrivato. Charles ha rinnovato con Ferrari, ma attualmente una vecchia gloria ben al di là della soglia degli “anta” gli sta dando più filo da torcere di quanto dovrebbe.

Insomma, è anche questa tenaglia anagrafica a rendere pesante la situazione di Russell e Leclerc. Farsi mettere sotto da chi ha molta meno esperienza o da chi è prossimo al tramonto non è mai un buon segnale. Anche per questo devono reagire, per dimostrare di poter ricoprire un ruolo al quale ambiscono (e sono attesi) da tempo, quello di Campione del Mondo, nebulizzando lo spettro di restare degli incompiuti.

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