Formula 1
F1, la Ferrari si eclissa. Cavallino Rampante ridimensionato dal GP d’Austria, duro colpo in ottica Mondiale
Che botta per i ferraristi! Il Gran Premio d’Austria, disputatosi domenica 28 giugno, è stato sostanzialmente l’equivalente di un montante tirato da un pugile al proprio avversario. Quel genere di colpi che stordisce e rischia di mandare al tappeto il malcapitato che lo subisce. Il colpo fa malissimo, soprattutto perché arriva inaspettato e subito dopo averne assestato uno in Catalogna.
Lewis Hamilton, trionfatore al Montmelò, ieri ha chiuso quinto a mezzo minuto da George Russell. Charles Leclerc ha fatto anche peggio, confermando di essere in una fase molto complessa. L’Austria ha ribadito viepiù come la potenza della power unit Ferrari sia deficitaria, soprattutto se rapportata a quella della Mercedes. A questo giro, non c’è stato modo di compensare il gap in termini di cavalleria con un assetto efficace.
Nel leggere le dichiarazioni di entrambi i piloti, si evince come la SF-26 sia stata recalcitrante. Nessuna mescola è stata in grado di rendere competitiva la Rossa, per una volta più incisiva sul giro secco di quanto non lo sia stata sul passo gara. Un’anomalia, se rapportata a quanto visto sinora nel 2026. Perché? Perché le correzioni apportate all’assetto tra venerdì e sabato hanno partorito questa situazione.
Sostanzialmente, la Ferrari è uscita ridimensionata dal round austriaco. In estrema sintesi, la SF-26 non è una cattiva monoposto. Anzi, ha delle qualità evidenti. Non sarebbe stato possibile battere Mercedes in Catalogna (e va ribadito che, a oggi, quella è stata l’unica battuta d’arresto delle Frecce d’Argento). Però la coperta di Maranello è più corta rispetto a quella di Brackley.
Vabbé, visto il momento e la canicola persistente, è meglio cambiare similitudine. La metafora si è capita. Però, per evitare di sentire ancora più caldo, si fa l’accostamento con un vestito troppo stretto o troppo largo e non con la coperta corta. Se ci si gestisce bene, con qualche abile mossa e soprattutto si trova la posizione giusta, si può essere perfettamente avvolti dal capo d’abbigliamento. Però, se la taglia è sbagliata, si è scomodi e alla lunga se ne risente. Oppure, se non si riesce a indossarlo correttamente, si vive male.
In Catalogna, Lewis Hamilton è stato in grado di indossare una maglietta attillata che lo ha reso più cool di Sonny Crockett per le strade di Miami negli anni ’80, quando il poliziotto sotto copertura più stiloso di sempre sfrecciava per la Florida a bordo di una Ferrari (appunto) bianca. In Austria, invece, l’aspetto è stato più trasandato di quello de il Tenente Colombo, avvolto da un ingombrante e anacronistico impermeabile.
Quale Ferrari vedremo a Silverstone? Verosimilmente, la verità sta nel mezzo tra il Montmelò (dove la Rossa è stata una supernova) e Spielberg (contesto in cui, viceversa, si è eclissata). Intanto, le velleità iridate cominciano a essere riposte nella proverbiale sacca de ‘l’anno prossimo’. A meno di repentini cambiamenti nelle sorti e nei valori in campo del Mondiale. Servirebbe, però, un sarto molto abile…