Equitazione

Equitazione: Italia, stai tornando fra le grandi del salto ostacoli. Segnali positivi dal Piazza di Siena

Michele Cassano

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Piergiorgio Bucci - FISE - Argenziano

Doveva essere un Piazza di Siena di “certificazione” per il salto ostacoli italiano nella sua risalita fra le grandi della disciplina e cosi è stato. Il gruppo squadra azzurro non ha sbagliato l’appuntamento di casa, sui campi di gara di Villa Borghese: quello più atteso e voluto.

Dalla finale individuale alle Olimpiadi di Parigi 2024, ottenuta da quell’Emanuele Camilli che ha rotto un digiuno che durava da vent’anni a Cinque Cerchi e ha dato una scossa incredibile al comparto, le cose sono cambiate e parecchio: ora quella delusione degli Europei 2023 organizzati a Milano, nei quali non è arrivata la qualifica olimpica, è stata ufficialmente messa alle spalle.

Prima l’incoraggiante quarto posto nella Coppa delle Nazioni 2026, venerdì scorso, poi la vittoria di Piergiorgio Bucci nel Gran Premio Roma della domenica pomeriggio, dove l’Italia ha piazzato anche Giulia Martinengo Marquet e Riccardo Pisani nei primi 10 del contest individuale.

La menzione iniziale per Camilli era doverosa, così come non si può aprire un capitolo su Bucci: la febbre contratta dal suo cavallo di punta Hantano lo ha costretto a non partecipare alla gara a squadre. Un dispiacere, per lui che nelle gare per nazioni sa tirare fuori sempre qualcosa di speciale, diventato un trampolino di lancio per regalarsi una domenica “a tutto volume” (quello di un pubblico in visibilio) in sella al suo Pallieter Vd N. Ranch; cosa che non capitava dal 2018 a un rappresentante italiano, in quel caso fu Lorenzo De Luca.

E non è tutto, perché se è vero che la competitività planetaria nel salto ostacoli è di assoluto livello, l’Italia può guardare alla profondità e all’avvenire con ottimismo, visto un Giacomo Casadei che – pur con qualche “incidente di percorso” – sta acquisendo sempre più esperienza a determinati livelli; senza dimenticare una linea affidabile costituita dal sopracitato De Luca, da Emanuele Gaudiano o da elementi come Bicocchi.

La strada maestra è stata ripresa. Ora è tempo che il selezionatore Stefano Cesaretto e tutti i cavalieri e le amazzoni a sua disposizione mostrino volontà e ambizioni in un 2026 che porta ai Mondiali e che porta soprattutto alle prime chance di qualifica verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028, dove l’obiettivo dev’essere quello di portare negli USA l’intera squadra.

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