Ciclismo

Cos’è successo a Urska Zigart? Gli aggiornamenti dall’ospedale e la preoccupazione di Pogacar

Stefano Villa

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Tadej Pogacar / Lapresse

Urska Zigart è rimasta vittima di una brutta caduta nel corso dell’ultimo chilometro della seconda tappa del Giro di Svizzera: la slovena è stata la prima a sbandare leggermente superando un dosso che un segnalatore aveva cercato di evidenziare sventolando una bandiera gialla ed è così finita a terra, coinvolgendo involontariamente anche altre cicliste. L’atleta è stata soccorsa in prossimità del traguardo di Locarno ed è poi stata trasportata in ospedale per gli accertamenti, i quali hanno evidenziato una frattura alla mascella.

La AG Insurance-Soudal ha comunicato che Urska Zigartè è sotto osservazione per una possibile commozione cerebrale, ma fortunatamente non sono state riportate altre lesioni. Urska Zigart è la fidanzata di Tadej Pogacar, il quale era visibilmente scosso in partenza della frazione maschile della corsa a tappe in terra elvetica. Lo sloveno è stato tranquillizzato ed è poi riuscito a scatenarsi nel finale caratterizzato da due salite, fermandosi ad appena quattro secondi dai fuggitivi di giornata e rafforzando la maglia gialla di leader della classifica generale.

Ne ha parlato anche Mauro Gianetti, team principale della UAE Emirates, a Cyclingpro: “Purtroppo abbiamo ricevuto la brutta notizia poco prima della partenza. Sono riuscito a vedere Urska prima della partenza, quindi almeno ho potuto rassicurare Tadej. Fortunatamente non è niente di grave. Sì, è stata una bella caduta, perché è avvenuta a un’andatura molto elevata, a più di 50 all’ora. Almeno siamo riusciti a rassicurare un po’ Tadej, ma potete capire che non è stato facile per lui. La tappa è stata veloce, ha fatto molto caldo. Non aveva davvero l’umore di correre oggi“.

Tadej Pogacar ha commentato la propria prestazione:Una giornata folle, con una fuga fortissima. Volevamo provare a fare corsa per me o per Narvaez, ma c’era anche la carta McNulty, ma la fuga resisteva e abbiamo dovuto dare tutto per provare a inseguire. Chapeau ai miei compagni e al lavoro che hanno fatto, ma davanti son stati forti. Complimenti a Romain Gregoire. Sono comunque contento della mia performance, meno del risultato perché nel finale avevamo ottime gambe“.

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