Roland Garros

Cobolli e Arnaldi, due lottatori da terra rossa non disposti al ruolo di vittima sacrificale

Andrea Ziglio

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Flavio Cobolli / LaPresse

Per il secondo anno consecutivo ci sarà un giocatore italiano in finale al Roland Garros e sarà uno tra Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Sale sempre di più l’attesa per il derby azzurro che domani permetterà al romano o al ligure di realizzare un sogno e scrivere una pagina della storia del tennis italiano. Quella di domenica sarà una prima volta per entrambi, un traguardo totalmente inaspettato (soprattutto per Arnaldi) ad inizio torneo, ma raggiunto con tanto cuore, carattere, grinta, ma anche grazie al gioco offerto in queste due settimane parigine.

Flavio e Matteo si sono costruiti questa grande occasione, sfruttando sicuramente un tabellone che turno dopo turno si è aperto davanti a loro, ma questo non significa che non ci sono i meriti dei due azzurri. La semifinale bisognava andarsela a prendere e loro lo hanno fatto vincendo una partita alla volta. Cobolli ha sempre rispettato il pronostico dell’essere favorito e lo ha ribaltato con merito e nettamente con Auger-Aliassime; mentre Arnaldi, ovviamente, ha quasi sempre vissuto il torneo da sfavorito, ma è riuscito in qualcosa di incredibile, uscendo vincitore da partite incredibili ed epiche, su tutte quella con Frances Tiafoe agli ottavi.

Due grandi lottatori, che hanno avuto il merito di giocare sempre senza paura. In alcuni momenti dei loro match ovviamente un po’ di pressione e tensione si è avvertito, ma è anche normale per due giocatori che mai si erano spinti così avanti in uno Slam. Nei momenti importanti, però, è sempre venuto fuori il loro carattere, la voglia di andarsi a prendere quel quindici, quel game, quel set. Una forza che li ha spinti fino ad un passo da una finale che è semplicemente incredibile.

Chiaramente in finale cambierà molto anche dall’avversario che ci sarà dall’altra parte della rete. Dovesse esserci il ceco Jakub Mensik è chiaro che sognare in grande è lecito, soprattutto per un Cobolli che a livello di ranking partirebbe davanti; mentre in caso di presenza di Alexander Zverev non c’è alcun dubbio che il tedesco sarebbe il favorito assoluto per andarsi a prendere il suo primo Slam in carriera. Dovesse esserci davvero il numero tre del mondo, però, né Cobolli né Arnaldi entreranno in campo con il ruolo delle vittime sacrificali, ma certamente saranno li a lottare punto su punto per regalarsi un sogno infinito.

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