Ciclismo

Classica di Bruxelles 2026: il percorso ai raggi X. Il muro di Heiligekruiswegstraat trampolino di lancio per il successo

Andrea Addezio

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Tim Merlier / LaPresse

In quella che per gli appassionati rappresenta la fase di transizione tra il Giro d’Italia, conclusosi domenica scorsa con il trionfo di Vingegaard, e il Tour de France sono le brevi corse a tappe e le classiche di un giorno a tener desta l’attenzione. Si corre domenica 7 giugno la Classica di Bruxelles.

La storica corsa in linea, giunta all’edizione numero 106, prende il via da Etterbeek e si conclude a Bruxelles dopo aver percorso 206,3 chilometri. Le squadre partecipanti si sfidano per decidere chi succederà nell’albo d’oro al belga Tim Merlier, vincitore dello scorso anno davanti al francese Alexis Renard e al connazionale Arnaud De Lie.

La scalata del muro di Heiligekruiswegstraat, strappo situato ai quindici chilometri dalla conclusione, potrebbe rappresentare il momento decisivo in ottica successo. Due le ipotesi più probabili per il finale di gara: l’arrivo di un gruppo ristretto di corridori che si giocano il successo allo sprint o l’assolo di un attaccante da classiche.

Sarà certamente determinante la capacità di resistere alla fatica di una corsa che non concede pause. Ad aumentare la stanchezza nelle gambe dei ciclisti provvederà il selettivo circuito che nella fase centrale propone la tripla scalata degli strappi del Kapelmuur, del Bosberg e del Congoberg, quest’ultimo scollinato per l’ultima volta a poco meno di 50 chilometri dall’arrivo. La giornata si aprirà con un tratto di circa 80 km con l’alternarsi di un costante saliscendi che inizierà a mettere alla prova i partecipanti.

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