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Carlos Alcaraz, il rebus dei tutori, gli allenamenti: quando tornerà a giocare? “Piccoli passi, ma decisi”. E le date…

Stefano Villa

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Carlos Alcaraz / IPA Agency

Carlos Alcaraz ha disputato l’ultimo incontro lo scorso 14 marzo, quando regolò in due set il finlandese Otto Virtanen in occasione dei sedicesimi di finale del torneo ATP 500 di Barcellona, dopo che un paio di giorni prima aveva perso contro Jannik Sinner nell’atto conclusivo del Masters 1000 di Montecarlo e cedette lo scettro di numero 1 del mondo proprio al tennista italiano. Il giocatore spagnolo si ritirò dall’evento di casa prima di fronteggiare il ceco Tomas Machac e poi un infortunio al polso lo ha costretto a rinunciare agli Internazionali d’Italia e al Roland Garros, competizioni di cui era campione in carica.

Il problema fisico risulta più grave del previsto e ha costretto l’attuale numero 2 del ranking ATP a rinunciare anche alla stagione sull’erba, dunque non lo vedremo all’opera al Queen’s e a Wimbledon (dove lo scorso anno si inchinò in finale a Sinner). La domanda più frequente delle ultime settimane riguarda le tempistiche del rientro in campo di Alcaraz: si è vociferato sulla possibilità di rivederlo all’opera nel mese di agosto tra Cincinnati e il Canada in avvicinamento agli US Open (ultimo Slam di questa annata agonistica), ma al momento non ci sono riscontri ufficiali.

Lo scorso fine settimana, l’iberico era con alcuni amici in Portogallo: nei video pubblicati sui social, si è notato un piccolo tutore al polso. Secondo quanto riporta Punto de Break, il polsino non rappresenta un progresso evidente, ma dipende dall’uso che vuole farne nel tempo libero, anche perché durante un allenamento si era visto lo stesso tutore del mese scorso: semplicemente si tratta di attrezzature diverse in base alle attività da sostenere nella quotidianità.

La testata spagnola evidenzia che Alcaraz sta iniziando ad allenarsi in campo, ma senza colpire con il polso infortunato: in un video si vedeva come colpisse con la mano sinistra con impugnatura da dritto, non da rovescio. Questo fatto risponde a diversi motivi: non perdere mobilità né distanza dalla palla e ritrovare il tempismo, con l’altra mano stabilizza il corpo e la rotazione delle spalle e con la mano destra fa un “movimento di ombra”, che serve a recuperare la mobilità, e con il movimento del busto regola le distanze.

Punto de Break chiarisce che l’iberico sta facendo progressi “a poco a poco, con passi piccoli ma decisi”: sta seguendo alla lettera tutto ciò che gli viene chiesto e la sua idea è quella di iniziare con questi allenamenti leggeri, cardio e resistenza, per poi passare, quando sarà possibile (da qui alla fine di questo mese), a qualche colpo molto leggero con la mano infortunata.

Il problema, sempre secondo la testata spagnola, è che finché non inizierà a colpire la palla e ad allenarsi con la mano infortunata, non si saprà come reagirà il polso. Per questo motivo, bisogna procedere con cautela e, finché Alcaraz non ricomincerà ad allenarsi a pieno ritmo, non sarà possibile sapere quando avverrà il suo ritorno.

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