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Calcio, Svizzera raggiunta nel finale dal Qatar ai Mondiali 2026: pari storico per la squadra mediorientale

Giandomenico Tiseo

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Boualem Khoukhi / LaPresse

La seconda sfida del Gruppo B del Mondiale 2026 di clacio si chiude con un pareggio che lascia l’amaro in bocca alla Svizzera e regala invece al Qatar un punto prezioso quanto insperato. Al Levi’s Stadium di Santa Clara termina 1-1 una partita dominata a lungo dalla formazione di Murat Yakin, incapace però di trasformare la propria superiorità in un successo che sembrava ormai acquisito.

Fin dai primi minuti sono gli elvetici a prendere il controllo delle operazioni. La Svizzera monopolizza il possesso del pallone, costruisce gioco con pazienza e costringe il Qatar di Julen Lopetegui ad abbassarsi nella propria metà campo. La nazionale asiatica sceglie infatti un atteggiamento prudente, puntando sulla compattezza difensiva e sulle ripartenze affidate alla qualità di Akram Afif e Yusuf Abdurisag.

La svolta arriva al quarto d’ora. Al 15′, Breel Embolo premia l’inserimento di Remo Freuler con un passaggio in profondità. Il centrocampista svizzero anticipa tutti in area e viene travolto in uscita dal portiere Mahmud Abunada. L’arbitro indica immediatamente il dischetto, mentre il VAR conferma la decisione nonostante le proteste dei qatarioti, convinti della presenza di un fuorigioco nell’azione. Dopo alcuni minuti di tensione per le condizioni dell’estremo difensore, il gioco riprende e al 17′ è lo stesso Embolo a trasformare il rigore con freddezza, spiazzando Abunada e firmando il vantaggio rossocrociato.

Il gol non modifica l’andamento dell’incontro. La Svizzera continua a gestire il possesso e a occupare stabilmente la metà campo avversaria, ma fatica a trovare la giocata decisiva per chiudere la partita. Il Qatar, schiacciato nella propria area, riesce comunque a mantenere vive le proprie speranze grazie all’ordine della linea difensiva e agli interventi del proprio portiere. Nel finale di primo tempo si registra anche il cartellino giallo per Denis Zakaria, autore di un fallo tattico a centrocampo.

Nella ripresa Lopetegui prova a cambiare l’inerzia della sfida con un triplo cambio intorno all’ora di gioco, inserendo energie fresche per aumentare il peso offensivo della squadra. Yakin risponde poco dopo con gli ingressi di Johan Manzambi e Fabian Rieder, nel tentativo di dare maggiore brillantezza a una manovra che continua a produrre occasioni senza però trovare il colpo del definitivo ko.

Con il passare dei minuti cresce il rimpianto elvetico. I numeri raccontano una partita a senso unico: circa il 70% di possesso palla, 27 conclusioni complessive e ben 10 tiri nello specchio della porta. A negare il raddoppio è però uno straordinario Mahmud Abunada, protagonista assoluto dell’incontro con una serie di interventi decisivi che tengono in vita il Qatar fino agli ultimi istanti.

Quando il successo svizzero sembra ormai in cassaforte, arriva l’episodio che cambia tutto. Al quarto minuto di recupero il Qatar conquista un calcio piazzato nella metà campo offensiva. Sul cross di Homam Ahmed, Boualem Khoukhi trova il tempo giusto per staccare di testa e battere Gregor Kobel, facendo esplodere la gioia della panchina qatariota. È il gol dell’1-1, una rete pesantissima che premia la resilienza della squadra di Lopetegui e punisce una Svizzera colpevole di non aver concretizzato la grande mole di gioco prodotta.

Per il Qatar si tratta di un risultato dal sapore storico, ottenuto grazie a una prestazione di sacrificio e carattere. Per la Svizzera, invece, resta il rammarico per due punti lasciati per strada dopo aver controllato l’incontro per quasi novanta minuti. Nel Gruppo B regna quindi l’equilibrio assoluto: dopo il precedente 1-1 tra Canada e Bosnia-Erzegovina, anche la sfida di Santa Clara termina senza vincitori né vinti, lasciando apertissima la corsa alla qualificazione.

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