Calcio

Calcio femminile, Andrea Soncin: “Scenderemo in campo con intensità e ferocia”

Giandomenico Tiseo

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Andrea Soncin / IPA Sport

La Nazionale italiana di calcio femminile si gioca una parte importante del proprio cammino verso il Mondiale 2027. Domani all’Arena Garibaldi di Pisa le azzurre affronteranno la Serbia nella penultima giornata del Gruppo 1 delle qualificazioni, con l’obbligo di conquistare i tre punti per mantenere vive le residue speranze di chiudere il girone al primo posto e ottenere così l’accesso diretto alla fase finale iridata.

Alla vigilia della sfida, il commissario tecnico Andrea Soncin ha sottolineato il clima positivo respirato durante il raduno e la determinazione mostrata dal gruppo in una fase decisiva della stagione. “È stata una settimana incredibile“, ha dichiarato il Ct. “Tutte le ragazze stanno mostrando un grandissimo atteggiamento e il giusto focus. Sono delle responsabilità, o sarebbe meglio chiamarle opportunità, che abbiamo. Quando si hanno dei sogni bisogna fare di tutto per conquistarli“.

Il tecnico preferisce non concentrarsi sugli incastri della classifica, che vedono l’Italia inseguire Danimarca e Svezia, ma esclusivamente sulla prestazione da offrire contro una Serbia che occupa l’ultimo posto del raggruppamento. L’obiettivo è arrivare all’appuntamento con la massima intensità e la necessaria lucidità mentale.

Per Soncin, inoltre, il ritorno all’Arena Garibaldi ha un significato particolare. Da ex calciatore conosce bene l’atmosfera dello stadio pisano e si aspetta un contributo importante dal pubblico. “Questo stadio mi riporta indietro nel tempo. Si tratta di una vera e propria arena di gladiatori, dove il pubblico ha sempre fatto la sua parte. Domani vogliamo mantenere il dominio del gioco, ci vorrà grande intensità mentale e ferocia. Non vediamo l’ora di scendere in campo“.

Nel corso della conferenza stampa, l’allenatore italiano ha poi rivolto un pensiero a Silvio Baldini, fresco di esordio vincente sulla panchina della Nazionale maschile. Un elogio che va oltre il risultato ottenuto sul campo e che tocca aspetti più profondi della gestione di un gruppo. “Gli faccio i complimenti, non tanto per il risultato ma per quello che ha trasmesso a chi ha avuto la possibilità di ascoltarlo. Ha usato parole molto semplici che sono entrate nel cuore delle persone. L’aspetto umano nel nostro ambiente viene spesso sottovalutato, ma permette di creare connessioni forti che mettono i calciatori o le calciatrici nelle condizioni di allineare le stelle e creare capolavori“.

Prima, però, c’è la Serbia. Per l’Italia non esistono alternative alla vittoria: solo un successo consentirebbe alle azzurre di presentarsi all’ultima giornata con la possibilità di continuare a inseguire il primo posto e alimentare il sogno mondiale.

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