Roland Garros
Bolelli amaro al Roland Garros: “Non potevo muovermi”. Vavassori: “Ho pensato si fosse sfondato tutto”
Simone Bolelli e Andrea Vavassori sono stati sconfitti dalla coppia composta dallo spagnolo Manul Granollers e dall’argentino Horacio Zeballos nella semifinale del torneo di doppio del Roland Garros, salutando così la terra rossa di Parigi. Simone Bolelli è stato fortemente condizionato da un problema fisico accusato nelle battute conclusive del primo set e che gli ha impedito di giocare al meglio la seconda frazione: “Adesso un po’ di dolore ce l’ho, l’ho fasciata e dopo la conferenza andrò a fare una risonanza. Ha inciso nettamente, non potevo muovermi, quindi ha inciso pesantemente. Eravamo 2-2, 40 pari, sulla palla break mi sono fatto male. Dopo praticamente giocavo da fermo: a destra non potevo proprio andare, a sinistra appoggiandomi un pochino di più sul sinistro riuscivo a colpire un pochino meglio, ma ero completamente zoppo. Adesso farò questi accertamenti e vediamo cosa salta fuori“.
Il veterano azzurro si è già proiettato verso il futuro: “Per Wimbledon non penso ci siano problemi, abbiamo ampiamente tre settimane. Sicuramente per i tornei prima direi più no che sì. Wimbledon non dovrebbe essere un problema: inizia tra 20 giorni, quindi su quello sono fiducioso“.
Andrea Vavassori ha espresso la propria delusione: “Secondo me l’amarezza non è più di tanta, perché purtroppo non ci si può far nulla quando succedono queste cose. Succedono, e siamo stati fortunati in questi tre anni: non abbiamo mai avuto particolari problemi fisici, nessuno dei due. Ormai sono nella visione che do tutto quello che ho nella preparazione della partita e in campo, e poi il risultato non lo posso controllare, così come questi eventi esterni. Ho provato comunque a dargli tutto il mio supporto anche oggi, ho cercato a livello emotivo di dirgli che se si fosse voluto ritirare in qualsiasi momento io non avrei avuto nessun problema. Simo è uno che va sopra il dolore, non ho mai visto nessuno andare sopra il dolore come va lui, quindi è anche difficile per me dirgli qualcosa, perché va sempre sopra. Quando l’ho visto a terra dolorante ho detto: “Minchia, qua si è sfondato tutto”. Per un attimo ho avuto paura, perché mi sono detto: “Magari si è fatto veramente male, perché non lo vedo mai così”.
L’azzurro ha poi proseguito nella propria analisi: “Ha avuto anche altri problemi fisici, ma è sempre andato sopra. Quando poi l’ho visto che riusciva comunque a camminare mi sono messo il cuore in pace. A fine primo set gli ho detto: “Guarda, ritiriamoci piuttosto di rischiare qualcosa”. Però lui mi ha detto: “No, mi sento ancora bene, proviamo qualche game”. Allora ho provato a mettermi il mantello, a volare, gli ho detto: “Senti, io non mi posso muovere, copro qua”. Mi dispiace, chiaramente perdere così dà fastidio. Avevamo fatto un bel torneo e stavamo giocando anche un bel match, eravamo fiduciosi, veniamo da un bel periodo, quindi non ci voleva. Però queste cose non le puoi controllare: ti fai male, ti fai male, anche questo fa parte del gioco, ogni tanto succede. È successo oggi. Dobbiamo vedere il bicchiere positivo: bel torneo, a Wimbledon saremo in campo, dai”.
Simone Bolelli ha ringraziato gli appassionati: “Sentiamo questa vicinanza da parte dei tifosi. Anche quando vengono a supportarci durante i match, in qualsiasi torneo giochiamo abbiamo del tifo, questo lo sentiamo e secondo me è bello per lo sport ed è bello per il doppio. A noi sicuramente fa piacere, perché anche quando giochiamo fuori casa qualche italiano c’è sempre che viene a vederci e a sostenerci, quindi questo è molto bello“.
Andrea Vavassori ha fatto eco al compagno: “Ci dimentichiamo sempre, la vita va avanti, ma pensare a cosa abbiamo fatto anche solo in 3‑4 mesi, dalla posizione in cui eravamo prima di Miami alla posizione in cui siamo adesso, è cambiato tutto. A livello di classifica, di risultati, di palmarès, cosa abbiamo conquistato: due Masters 1000, essere di nuovo in una semifinale Slam… sono cose che non bisogna dare per scontate e ci stiamo abituando a risultati incredibili. Anche il fatto che io ieri abbia vinto un altro misto e sia di nuovo qui a parlare di una semifinale Slam è qualcosa di grande. Bisogna essere felici di quello che stiamo raggiungendo, di quello che stiamo raggiungendo insieme. Stiamo continuando a migliorare: penso che siamo una coppia molto più forte di come eravamo due anni fa, quando abbiamo raggiunto la finale qui. Ci sono quelle quattro‑cinque coppie che ormai bisogna battere per vincere i tornei importanti, però ultimamente le stiamo battendo. Quindi sì, recupereremo Simo per Wimbledon e ci faremo valere pure lì“.