Biathlon
Biathlon, polemica assurda in Germania. Il ‘DS’ Eisenbichler costretto a spiegare ai media una decisione sacrosanta!
La Germania del biathlon è reduce da una stagione catastrofica, durante la quale – per la prima volta nella storia – non è stata conseguita alcuna vittoria. Difatti nessun tedesco ha primeggiato, né a livello individuale, né nelle prove a squadre. Uomini o donne non fa differenza, sempre di zero spaccato si parla. Un’”imbiancata” che ha avuto pesanti ripercussioni interne, poiché uno degli sport in cui la Germania ha sempre raccolto di più a livello olimpico si è tramutato da florido bacino di pesca ad arida secca.
Dunque, repulisti generale negli staff tecnici, ora diretti da Bernd Eisenbichler, richiamato in azione dalla DSV (la federazione) dopo quattro anni trascorsi da manager nel settore privato. Una decisione del bavarese ha destato scalpore fra i media teutonici. Il ‘DS’ ha annunciato con sei mesi d’anticipo che sei atleti hanno già la certezza di gareggiare nella tappa inaugurale di Coppa del Mondo di fine novembre. Si tratta di Vanessa Voigt, Janina Hettich-Walz e Julia Tannheimer fra le donne; di Philipp Nawrath, Philipp Horn e Justus Strelow tra gli uomini.
Non è però questa dinamica ad aver fatto sorgere polemiche, bensì l’annuncio dello stesso Eisenbichler di non voler tenere in considerazione i risultati dei campionati nazionali di settembre per determinare i nomi restanti. Si tratta di una mossa senza precedenti, poiché, in Germania, “der Deutschen Meisterschaft” settembrino è un piccolo evento. Storicamente, si tratta di gare determinanti nell’ottica dell’inizio della Coppa del Mondo.
Il direttore sportivo ha pertanto dovuto spiegare che “i posti restanti saranno stabiliti sulla base di test interni che verranno effettuati a novembre, in maniera tale da capire chi è più in forma. La mia politica svaluta i campionati nazionali? Non è così, perché la decisione sul resto del contingente spetterà ai tecnici. Chi farà meglio durante la preparazione, avrà ovviamente più possibilità di essere selezionato e i campionati nazionali fanno parte della preparazione”.
Francamente, appare surreale il fatto che Eisenbichler debba spiegare l’ovvio e giustificare una decisione sacrosanta, soprattutto considerando come i campionati nazionali si disputino con gli skiroll e, quindi, presuppongano un gesto tecnico affine, ma differente, rispetto alla sciata. Difatti, anche ai tempi d’oro della nazionale tedesca, certe convocazioni iniziali lasciavano perplessi.
Chi segue il biathlon ormai da un quarto di secolo, ricorda bene come atlete quali Simone Denkinger o Sabrina Buchholz, guadagnassero un pettorale per la Coppa del Mondo grazie a prestazioni superlative ai campionati nazionali. Perché avevano una sciata particolarmente adatta agli skiroll. Poi, quando si passava alla neve, il loro valore calava (più quello della seconda rispetto alla prima). All’epoca, la Germania femminile aveva però una batteria di fuoriclasse (da Magdalena Neuner a Kati Wilhelm, passando per Andrea Henkel e Martina Glagow). Quindi, certe dinamiche passavano quasi inosservate.
Nonostante la fine delle vacche grasse e l’arrivo delle vacche magre, la politica non è cambiata. Ci ha pensato Eisenbichler a suonare la sveglia e ad archiviare un lascito del passato. Sorprendente, però, il fatto che in Germania ci siano giornalisti che vedano questo cambiamento come un’offesa verso il sistema e una mancanza di rispetto nei confronti dei campionati nazionali.
Come diceva Indro Montanelli: “le democrazie non si uccidono, semmai muoiono. Poi, si da’ la colpa della loro morte a chi si prende la briga di seppellirne le spoglie”. Il concetto è il medesimo, seppur applicato a una dinamica sportiva e molto lontana dai massimi sistemi.