Ciclismo
Beppe Conti: “Pellizzari era a tutta già a febbraio: forse un errore. Spero Piganzoli non sia solo gregario di Vingegaard”
Beppe Conti è stato ospite dell’ultima punta di Bike Today, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il giornalista torinese, uno dei massimi esperti del ciclismo a livello italiano, ha analizzato quanto avvenuto nella Corsa Rosa da poco conclusa.
Le penna classe 1951 ha iniziato la sua analisi da un punto particolare: “Come sono andate le cose? Le fughe non sono state semplici e sono andate in porto perchè tutti sono stati generosi. Manuele Tarozzi? Mi è piaciuto molto vederlo correre. Voglio però dire che il ciclismo ora è diverso. Fare tappe da 113-130 chilometri vuole dire che si possa volare e rendere tutto più vivo. Se le frazioni fossero di oltre 200 chilometri probabilmente le acque si calmerebbero”.
La corsa a tappe italiana ha visto alcune polemiche dal punto di vista delle moto e di qualche arrivo: “Le moto? Non sono certo state loro ad aiutare le fughe, è che c’era chi andava forte. Succede in un Giro che si sbaglino i tempi per recuperare i fuggitivi a livello di gruppo. Io quello che non ho capito, invece, è stato annullare l’ultimo giro di Milano. Più neutralizzi più il ciclismo perde fascino. L’arrivo di Napoli invece non andava fatto. Quel tornante poco prima di Piazza del Plebiscito andava visto nella ispezione e si doveva decidere diversamente. Quell’arrivo era una follia con il bagnato. Questi ragazzi corrono rischi enormi e devono essere rispettati”.
La vittoria, come ampiamente preventivabile, è andata a Jonas Vingegaard: “Sapevamo che lui e Pogacar nei Grandi Giri hanno una marcia in più. La sua vittoria è arrivata di conseguenza visto l’assenza dello sloveno. La domanda a questo punto è se è all’altezza dei Tour vinti. Vedremo alla Grande Boucle”.
Tra gli italiani ha deluso le aspettative Pellizzari: “Su di lui c’è un grande dubbio, ovvero se aveva un virus che lo ha condizionato e limitato. Sembra proprio di sì. A febbraio era già a tutta ed è forse stato un errore se vuoi fare un grande Giro. Pellizzari sicuramente è un talento straordinario e ho tanta fiducia in lui, penso che possa essere un grande interprete delle corse a tappe. Sarà fondamentale capire cosa è successo al Giro. Io ero convinto che potesse salire sul podio”.
Piganzoli si è segnalato in maniera positiva: “Certamente una bella rivelazione. Sapevamo che fosse al livello di Pellizzari e ha dimostrato di essere un altro talento nostro. Ha fatto una scelta di squadra più che lecita, ma mi auguro che gli concedano spazio nel futuro prossimo e non debba solo seguire il programma parallelo a Vingegaard”.
Il bilancio degli italiani? “Abbiamo centrato 4 vittorie molto spettacolari e di grande qualità. A Napoli ok la caduta, ma Ballerini è stato bravissimo quasi da Classiche del Nord. Ganna nella crono è stato pazzesco ed è andato fin troppo forte. Bettiol ha compiuto una impresa per come ha vinto, quindi abbiamo chiuso con la volata di Milan a Roma. Penso che ce ne stessero altre 2 di vittorie, ma ora come ora va bene. Ciccone? Ha corso in maniera irruente all’abruzzese, ovvero dando spettacolo. Credo sia il bello del ciclismo. Non ha avuto fortuna ma a volte per vincere una tappa bisogna correre in maniera diversa”.
Ora tutta la concentrazione va sul Tour de France: “Mi aspetto una corsa spettacolare. Ci sarà Pogacar che vorrà vincere ancora, Vingegaard che è reduce da un grande Giro e, quindi, Seixas che sarà il grande atteso. Io, però, il Tour non glielo avrei fatto fare”.
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