Nuoto
Benedetta Pilato non si accontenta: “Il mio corpo non è più come quando avevo 16 anni, ma tornerò a quei livelli”
Non c’è stato il tempo sotto il muro dei 30 secondi, ma per Benedetta Pilato il dato più importante è un altro: la conferma di una crescita tecnica e fisica che le restituisce certezze. Dopo aver brillato anche nei 100 rana, la ventenne tarantina ribadisce il suo ottimo momento nei 50, la distanza che l’ha resa una delle grandi protagoniste del nuoto internazionale.
Al termine della gara del Trofeo Settecolli, Pilato analizza la prestazione con lucidità, senza nascondere l’ambizione di tornare presto ai livelli cronometrici del passato, ma con la consapevolezza che il percorso intrapreso stia dando i risultati attesi.
“Sono contenta di quello che ho nuotato questa sera. Non è arrivato il 29″, ma per il momento va bene così, forse arriverà più avanti“, spiega l’azzurra, sottolineando come il riscontro del cronometro non rappresenti l’unico parametro di valutazione. “Sono consapevole che mi sto allenando bene e che la strada intrapresa è quella corretta: non sono più una ragazzina; forse adesso mi vengono meglio i 100 dei 50“, aggiunge, evidenziando un’evoluzione che riguarda non solo le prestazioni, ma anche le caratteristiche del suo nuoto.
L’obiettivo di abbattere nuovamente il muro dei 30 secondi resta comunque ben presente. “Oggi pensavo di fare ancora i 29“. Ovviamente i miei standard sono migliori“, ammette con sincerità, senza però trasformare il mancato risultato in un motivo di preoccupazione.
La campionessa pugliese lega infatti questa fase della carriera ai naturali cambiamenti del proprio fisico. “Sicuramente non ho 16 anni, quando nuotavo 29″3. Il mio corpo è cambiato e sta cambiando, conseguentemente anche il mio allenamento“, osserva, spiegando come l’evoluzione atletica richieda inevitabilmente un diverso approccio alla preparazione.
La fiducia, però, resta intatta. “Prima o poi ci tornerò, non so quando“, afferma riferendosi ai tempi che l’hanno consacrata giovanissima tra le migliori raniste del mondo. Un percorso che oggi prosegue nel nuovo ambiente tecnico della Capitale, dove sembra aver ritrovato serenità e continuità di lavoro: “Sto bene a Roma“.