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Basket, per la Virtus Bologna il ritorno di Sasha Djordjevic?
Il nome di Sasha Djordjevic torna a circolare con forza attorno alla panchina della Virtus Bologna. Dopo che la pista che porta a Paolo Galbiati sembra destinata a sfumare, con il tecnico dell’Aquila Trento vicino all’approdo alla nuova realtà di Roma, il club bianconero starebbe valutando seriamente il ritorno dell’allenatore serbo che ha scritto una delle pagine più importanti della storia recente della società. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, Djordjevic non avrebbe chiuso alla possibilità di riprendere il percorso interrotto cinque anni fa, lasciando aperta una porta che fino a pochi mesi fa sembrava difficilmente percorribile.
Per la Virtus si tratterebbe di una scelta nel segno della continuità e della conoscenza dell’ambiente. Arrivato a Bologna nel marzo 2019, Djordjevic conquistò immediatamente la Basketball Champions League, riportando un trofeo europeo sotto le Due Torri dopo dieci anni di attesa. Il culmine della sua esperienza arrivò però nella stagione 2020-21, quando guidò la Segafredo alla conquista dello scudetto dominando la finale contro l’Olimpia Milano di Ettore Messina con un netto 4-0, uno dei successi più memorabili della storia recente del club. In 120 partite ufficiali sulla panchina bianconera raccolse 93 vittorie, chiudendo con una percentuale di successi superiore al 77%.
Classe 1967, Djordjevic è una figura iconica del basket europeo. Da giocatore è stato uno dei migliori playmaker della sua generazione, vincendo tutto con il Partizan Belgrado e conquistando titoli anche con Barcellona e Real Madrid. Da allenatore ha guidato squadre prestigiose come Olimpia Milano, Benetton Treviso, Panathinaikos, Bayern Monaco, la nazionale serba e il Fenerbahçe. Con la Serbia ha conquistato tre medaglie d’argento tra Mondiali, Europei e Olimpiadi, mentre in Turchia ha vinto il campionato nazionale con il Fenerbahçe dopo l’addio alla Virtus.
L’eventuale ritorno di “Sale” rappresenterebbe anche una scommessa sul carisma e sulla personalità di un tecnico capace di creare forte identità di gruppo. La sua prima esperienza bolognese non fu priva di tensioni, tra l’esonero lampo del dicembre 2020 e il successivo reintegro prima della cavalcata tricolore, ma proprio quella gestione contribuì a rafforzare il legame con una parte della tifoseria e dello spogliatoio. In un momento in cui la Virtus è chiamata a rilanciarsi ai massimi livelli in Italia e in Europa, affidarsi a un allenatore che conosce già ambiente, aspettative e pressione della piazza potrebbe rappresentare una soluzione tanto affascinante quanto concreta.