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Basket, i convocati dell’Islanda ai raggi X: chi sono i prossimi avversari dell’Italia

Duccio Fumero

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Fridriksson / Ciamillo

L’Italia si prepara a volare a Reykjavik per una sfida che vale molto più di una semplice tappa nelle qualificazioni ai Mondiali 2027. L’Islanda, ormai presenza abituale nei radar del basket europeo, è diventata negli ultimi anni una delle avversarie più scomode per gli azzurri. Lo dimostra anche il precedente più recente: nel novembre scorso la nazionale nordica ha espugnato Tortona imponendosi 81-76 grazie a una prova di grande personalità e a una prestazione straordinaria del playmaker Elvar Fridriksson, autore di 29 punti.

A guidare ancora una volta il gruppo islandese saranno i suoi uomini simbolo. Il cervello della squadra resta Martin Hermannsson, regista di esperienza internazionale capace di dettare ritmi e creare vantaggi per i compagni. Sotto canestro il punto di riferimento è invece Tryggvi Hlinason, centro di oltre due metri e quindici che da anni rappresenta una presenza intimidatoria nel pitturato e che nella gara d’andata contro l’Italia aveva chiuso con 16 punti e 7 rimbalzi. Attorno a loro ruota un nucleo consolidato che comprende lo stesso Fridriksson, protagonista assoluto dell’ultimo incrocio con gli azzurri, oltre a giocatori ormai ben conosciuti anche dal pubblico italiano come Kristinn Palsson e Jon Axel Gudmundsson.

La vera forza dell’Islanda, però, non è mai stata il talento individuale. Il segreto è nella continuità. Il canadese Craig Pedersen siede sulla panchina islandese dal 2014 e ha costruito nel tempo una delle realtà più solide del basket europeo di seconda fascia. Con lui la nazionale ha raggiunto per tre volte la fase finale degli Europei e ha compiuto un balzo impressionante nel ranking internazionale. In un Paese di poco meno di 400 mila abitanti, il basket ha imparato a competere con tradizione, organizzazione e identità tecnica, elementi che permettono agli islandesi di colmare il divario fisico e numerico rispetto a molte avversarie.

Per l’Italia di Luca Banchi, impegnata nella terza finestra delle qualificazioni mondiali dopo il raduno estivo e le amichevoli di preparazione contro Croazia e Slovenia, la trasferta islandese rappresenta quindi un passaggio delicato. Gli azzurri cercano il riscatto dopo la sconfitta dell’andata e sanno che gran parte delle loro ambizioni passerà dalla capacità di limitare il trio formato da Hermannsson, Fridriksson e Hlinason. Un compito tutt’altro che semplice: l’Islanda non possiede stelle NBA né profondità di roster, ma quando gioca davanti al proprio pubblico riesce spesso a trasformarsi in una squadra capace di mettere in difficoltà chiunque.

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