Roland Garros

Alexander Zverev vince il Roland Garros e conquista l’agognato Slam: Flavio Cobolli si arrende in 5 set

Federico Rossini

Pubblicato

il

Alexander Zverev / LaPresse

Alexander Zverev vince per la prima volta in carriera il Roland Garros e, più in generale, un torneo dello Slam. Il tedesco batte, dopo 4 ore e 16 minuti, per 6-1 4-6 6-4 6-7(5) 6-1 Flavio Cobolli, che però rimarrà nel cuore e nelle voci di tutto il pubblico del Court Philippe Chatrier. Il romano, infatti, è protagonista di una partita che va molto, molto al di là di quello che tutti gli avevano predetto. Una performance, la sua, che sarà ricordata, e che gli darà inevitabilmente la consapevolezza di poterci tornare in un ultimo atto di tornei importanti.

Inizio molto teso di Cobolli, di cui Zverev approfitta per guadagnare subito due palle break subito annullate, e in particolare sulla seconda Flavio ha la personalità di togliere il tedesco dal lato del dritto. Ce ne sono però altre due, e dopo quasi dieci minuti il capitolino manda alle stelle il dritto: break Zverev. E rimpianti per una risposta sul nastro fortunatissima per il giocatore di Amburgo che, non fosse passata, avrebbe dato il game all’italiano. La conferma arriva rapida, poi Cobolli vince il suo primo game della finale. Sull’1-3 altri problemi per Flavio: va sotto di nuovo 15-40, subendo il ritmo del suo avversario e avendo poche chance di giocare lui il punto. Tenta la palla corta con Zverev lontano, ma la mette in rete: 1-4, due break sotto. Sull’1-5 15-15 un altro nastro aiuta il tedesco, l’azzurro si rivolge al cielo, poi sul 30-30 sbaglia di rovescio ed è set point Zverev, che lo trasforma con un bel dritto incrociato.

Il secondo set parte con Cobolli che riesce a disputare un buon secondo game, che chiude con il primo ace. Una volta conquistato il gioco del 2-2 Flavio cerca di chiamare a raccolta il pubblico per portarlo dalla sua parte. Sul 3-3, quando il momento sembra di calma piatta, improvvisamente arriva il primo momento di problemi per Zverev: dal 30-0 sbaglia un dritto, poi vede Cobolli infilargli un passante e una risposta nei piedi, ed è palla break per l’azzurro che viene annullata dopo uno scambio lunghissimo. Come molto lungo diventa il gioco, il secondo doppio fallo del game del tedesco vale un’altra chance a Flavio, che non deve neanche sforzarsi troppo per sfruttarla: Zverev sbaglia di dritto ed è 4-3. Si accende anche il pubblico, che canta “Olè olè olè olè, Flavio, Flavio”, l’italiano conferma il break di vantaggio e riesce anche a salire sul 15-30, poi il game si allunga fin quasi ai dieci minuti. Cobolli non ha mai set point, ma in un’occasione sbaglia una palla corta più che possibile e in un’altra Zverev si difende da un dritto violento proprio con un dropshot irreale. Pochi ulteriori minuti, però, e l’azzurro gioca davvero bene il game che gli consente di andare sul 6-4 e, dopo un’ora e mezza, pareggiare il conto dei set.

Dopo tre game del terzo parziale che risultano sostanzialmente calmi, nel quarto ci sono problemi per Cobolli, che con un dritto in avanzamento largo finisce indietro 0-30. Zverev non si fa pregare: 15-40, ma sulla prima palla break il tedesco sbaglia la risposta, sulla seconda Flavio gioca serve&volley. E poi chiude il game con un gran dritto inside in. Il successivo momento di reale tensione arriva sul 3-4, quando Cobolli si ritrova a dover giocare la seconda sul 30-30 dopo che la prima esce di pochissimo dall’incrocio delle righe. Flavio prende la via della rete in due colpi, poi, sul punto successivo, scarica un gran dritto per assicurarsi il 4-4. Sul 4-5 l’italiano pare tranquillo sul 30-0, ma due errori di dritto e un punto ben giocato da Zverev significano set point per il tedesco. Un terzo dritto se ne va: 4-6.

Nonostante il nuovo vantaggio ritrovato, Zverev fin da subito mostra un atteggiamento davvero pessimo a inizio quarto set. La conseguenza, ovvia, è che sbaglia di tutto (compresi due doppi falli) e, dato che Cobolli rimane lì perfettamente, c’è il break a 15. Che Flavio conferma con rapidità e grande ordine tattico. Qualche brivido sul 2-1, ma risolto brillantemente dal capitolino, ancora sostenuto dal pubblico parigino. Sul 3-2, però, arrivano le difficoltà: dopo uno scambio molto bello chiuso però col dritto appena lungo c’è lo 0-30. Un altro dritto che se ne va porta Cobolli sotto 0-40. Flavio recupera benissimo lo svantaggio, ma sbaglia di nuovo di dritto prima e di rovescio poi: 3-3. Reazione? Splendida: tra difese, tattica e passante di dritto su Zverev a rete Flavio risale sul 15-40. Il resto lo fa il tedesco affossando sotto la rete la volée alta di rovescio che vale a Cobolli il 4-3. Altro game piuttosto teso, l’azzurro perde quasi del tutto la prima, ma non la forza per chiudere ai vantaggi per il 5-3. Sul 5-4 Zverev, tra attendismo e un vincente in corsa di dritto, si procura lo 0-30, sbaglia malamente due volte e poi piazza ancora un dritto e un rovescio vincenti per ottenere il 5-5. Con più fatica del dovuto (e una prima data per ace quando tra palla e riga c’è spazio sul 40-30) il nativo di Amburgo va sul 5-6, e poi è tie-break.

Questo si apre con uno straordinario punto di Cobolli, che corre ovunque e gioca un rovescio vincente che fa saltare in piedi tutti. I due punti successivi (il secondo con una sfortuna formato nastro), però, li perde e il minibreak diventa di Zverev, che però lo perde a causa del dritto del 2-3 di Cobolli. Che tiene i due punti successivi molto rapidamente, poi sfrutta un doppio fallo e va avanti 5-3 e serve sul 5-4. Qui gioca la palla corta di dritto dopo il servizio millimetrica e va sul 6-4, ma al momento dello smash in salto lo angola troppo: 6-5. Per nulla spaventato, Flavio si riesce a rifare con una bordata di dritto che fa esplodere lo Chatrier: 7-5, si va al quinto.

Alla ripartenza, dopo una comprensibile pausa, Cobolli si ritrova subito a dover salvare due palle break. Lo fa, ma sulla terza che arriva ai vantaggi il dritto è lungo e subito Zverev si trova avanti. Il tedesco si manda sotto 0-30 da solo a sua volta, poi c’è la palla del controbreak, cancellata però col passante di rovescio sulla chiamata a rete e, dopo alcuni sforzi, va sullo 0-2. Che diventa 0-3 con un altro break a 30 da parte di Zverev, che dopo una volée bassa difficilissima di Cobolli per salvare la prima palla break rigioca lo stesso schema di pochi minuti prima in tema di passante. Il numero 3 del mondo, qui, perde totalmente il rovescio: 15-40. Ma è soprattutto la seconda palla break che fa disperare Flavio, con il suo avversario che difende l’impossibile e lo costringe a sbagliare lo smash indietreggiando. Se ne va anche una terza chance, che passa dal doppio fallo allo smash vincente, e poi arriva lo 0-4. Sia Cobolli che il pubblico francese (che ormai è schierato alla grande con lui) sono ancora lì, ma il problema è che resta lì anche Zverev, che non concede spazio e va sull’1-5. E a quel punto su Flavio arrivano tutti gli sforzi di queste due settimane, nella forma di uno 0-40 che vale al tedesco tre match point. Ed è il secondo quello che basta.

Al di là dei numeri, e del fatto che a Cobolli è fondamentalmente mancata la prima (52%-76%, con un 64%-73% di punti vinti), per Flavio si apre comunque davvero una nuova era. Un’era che lo vede essere giocatore di un livello superiore, un top ten (sarà il 188° della storia). E che, alla fine dei conti, fa capire quello che Jannik Sinner ha sempre detto: attorno a lui e a Lorenzo Musetti c’è un grande gruppo di giocatori italiani. E non tanto per dire.

Exit mobile version