Tennis
Alexander Zverev: “Ho cambiato alcune cose nel mio gioco, ha funzionato”
Il momento più alto della carriera di Alexander Zverev si intreccia oggi con una fase di profonda riflessione personale, iniziata lontano dai campi da gioco e culminata in un percorso di ricostruzione mentale e tecnica. In un’intervista a RTL+, il tedesco ha ripercorso il periodo seguito alla sconfitta nella finale degli Australian Open contro Jannik Sinner, un passaggio che ha rappresentato uno spartiacque nella sua stagione e nella sua crescita complessiva.
Secondo Zverev, tutto ha avuto origine proprio da quel match: “Tutto è iniziato dopo quella finale. Ho pensato che forse non sarei mai riuscito a vincere un Grande Slam. Ero il numero due al mondo, stavo giocando un tennis fantastico eppure ho perso la finale in tre set. Mi sentivo come se non sapessi più cosa fare“.
Una frattura non solo sportiva, ma soprattutto mentale, che ha avuto effetti prolungati nel tempo. Il tedesco ha infatti raccontato come quella sensazione si sia trascinata per mesi, influenzando negativamente anche la quotidianità degli allenamenti e la sua stabilità emotiva: “Quella sensazione è durata nove o dieci mesi. Ho iniziato a giocare peggio, facevo fatica a trovare la motivazione per allenarmi e molte volte mi sentivo completamente solo in campo. Né l’allenatore, né i miei genitori, né la mia compagna potevano aiutarmi perché ero semplicemente perso“.
In un momento di smarrimento tecnico e personale, Sascha ha deciso di cercare un confronto diretto con chi aveva già attraversato crisi simili nel corso della carriera. La scelta è ricaduta su Maiorca, dove ha incontrato Toni Nadal e Rafael Nadal: “L’estate scorsa sono andata a Maiorca per parlare con Toni e Rafa Nadal e mi hanno aiutato molto“.
Il confronto con il campione spagnolo si è rivelato particolarmente determinante nel ridefinire la prospettiva del tedesco. Zverev ha ricordato così le parole di Nadal: “Rafa mi ha detto che anche lui aveva attraversato una fase simile, quando aveva iniziato a perdere molte partite contro Djokovic, prima di trovare la soluzione“.
Un passaggio che ha inciso profondamente sulla sua evoluzione successiva, portandolo a una scelta netta di cambiamento tecnico e mentale: “Alla fine della stagione, ho deciso di cambiare alcune cose nel mio gioco e diventare un giocatore diverso. Quest’anno ha funzionato“.