Atletica
Alex Schwazer, parla l’avvocato: “Qualcosa non torna. Gli avevamo detto che, tornando, ci sarebbe potuto essere un incidente…”
Alex Schwazer si dichiara innocente e afferma di non aver assunto sostanze proibite, ritenendo dunque erroneo l’esito del test antidoping che ha riscontato una positività all’eritropoietina (EPO) sia nel campione di sangue che in quello delle urine in occasione della gara dei Campionati tedeschi di marcia dello scorso 24 aprile nell’area di Francoforte. Il 41enne altoatesino si è presentato in conferenza stampa a Bolzano insieme ad alcuni componenti della sua squadra storica come l’ex allenatore Sandro Donati, e tra i vari interventi c’è stato anche quello del suo avvocato.
“Avete sentito quanto detto da Alex e la sua volontà di non difendersi. Era stato avvisato da tutti che rientrando avrebbe rischiato un ‘incidente’. Andare a un campionato tedesco sapendo che c’è il controllo antidoping non ha senso se uno non fosse tranquillo. E’ stato chiesto a Francoforte una terza provetta di urina e di sangue perché non ci fidiamo. Sul verbale c’è scritto che è rifiutata. Il professor Donati si è fatto dare una terza provetta di urina e questo è a verbale. La sua innocenza è in questa provetta, anche se non ha voglia di combattere legalmente abbiamo già firmato le controanalisi delle prove A e B, a condizione che venga analizzata la provetta C che dimostra la sua innocenza. Ci sono eccezioni, ma se vogliono la verità devono analizzare la terza provetta“, dichiara il legale.
“È un risultato inspiegabile. Alex non vuole altri procedimenti processuali, però certi punti vanno chiariti. Ammettono che non ci danno quella del sangue, ma c’è l’urina. Se lo fanno trovano la verità, se non lo fanno…Non c’è la controparte, mentre in ogni processo c’è. Il laboratorio è quello di Colonia, già conosciuto. Prendiamo atto ma non ci fidiamo. Vogliamo le controanalisi se analizzeranno la provetta C“, prosegue l’avvocato del campione olimpico nella 50 a Pechino 2008.
“Ha ragione Alex a non fidarsi. Siamo allibiti. Come legali siamo perplessi, fino al 2016 ci sono state più violazioni nei suoi riguardi. Oggi siamo di fronte a una prova alla quale non crediamo. Spero ci sia la trasparenza e l’onestà di fare la terza controanalisi. Se non ci sarà lascio a voi il giudizio. Serve una riforma anche della giustizia sportiva. Alex non vuole combattere, vediamo cosa succede. Gli suggeriremo per il suo meglio, è uno studioso e un testone. È un uomo felice, un passato da olimpionico che ha avuto nella vita sofferenza e soprusi. A 41 è un atleta vecchio e un uomo giovane che può vivere la vita con grande soddisfazione“, il suo commento.