Roland Garros

Alex Corretja convinto: “Zverev arriva alla finale nel migliore dei modi, senza subire la pressione”

Giandomenico Tiseo

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Alexander Zverev / Lapresse

La finale del Roland Garros 2026 tra Alexander Zverev e Flavio Cobolli si avvicina. Secondo Alex Corretja, il percorso del tedesco fino alla finale è il segnale più evidente di una maturazione che da tempo gli veniva richiesta. L’ex numero 2 del mondo ha infatti sottolineato come il tedesco abbia finalmente assunto con convinzione le responsabilità che competono a un giocatore del suo livello, soprattutto in un torneo in cui le uscite anticipate di alcuni dei principali favoriti hanno inevitabilmente spostato i riflettori su di lui.

Analizzando l’evoluzione del tennista tedesco, Corretja ha evidenziato un aspetto in particolare: “Quello che mi piace di più di Zverev è senza dubbio il fatto che abbia finalmente assunto quel ruolo che gli è stato spesso chiesto di assumere“.

L’ex giocatore spagnolo ha ricordato come il teutonico abbia già costruito una carriera di altissimo livello: “Io penso che sia un campione, perché ha vinto due Masters di fine anno, diversi Masters 1000, ha disputato finali del Grande Slam ed è stato numero 2 del mondo“. Eppure, nelle occasioni più importanti, qualcosa spesso gli ha impedito di compiere l’ultimo passo. “Ogni volta che si è trovato ad affrontare una finale Slam particolarmente difficile, come contro Alcaraz o Sinner, ha ceduto, perché credo che, con Alcaraz e Sinner al massimo della forma, il suo livello fosse leggermente inferiore al loro“.

Con l’eliminazione di Jannik Sinner e Novak Djokovic e l’assenza di Carlos Alcaraz, Zverev si è ritrovato nella posizione di uomo da battere, senza però accusarne il peso. “Dopo l’uscita di scena di Sinner e quella di Djokovic, penso che abbia accettato il ruolo di favorito e lo stia interpretando molto bene“, ha osservato lo spagnolo.

Sul piano tecnico, Corretja vede un giocatore più completo e propositivo rispetto al passato. A suo giudizio, il tedesco non si è limitato a sfruttare le circostanze favorevoli del tabellone, ma ha conquistato la finale attraverso un tennis più coraggioso e incisivo. “Credo quindi che abbia raggiunto la finale per meriti propri e giocando un tennis molto più aggressivo rispetto a quello che mostrava abitualmente in questo tipo di tornei, nei quali forse tendeva a essere più attendista e speculativo“.

L’analisi si concentra poi sugli aspetti che hanno reso il suo gioco più efficace. “Ora, invece, il suo eccellente servizio lo ha aiutato molto. Penso che il suo rovescio abbia sempre funzionato bene, ma adesso colpisce con maggiore forza dal lato del diritto e, soprattutto, varia di più il suo gioco: sale a rete, utilizza qualche smorzata“.

Per questo motivo, la valutazione finale dell’ex numero 2 del mondo è particolarmente significativa: “Credo sinceramente che sia arrivato in finale nella migliore condizione possibile per poterla vincere questa domenica».

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