Pallavolo
Alessia Gennari racconta il ritiro: “Il fisico e la testa mi hanno detto di fermarmi”
Nell’ultima puntata del Fantini Club, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport, è intervenuta Alessia Gennari. L’ex giocatrice azzurra, che con la maglia dell’Italia ha vinto l’oro agli Europei 2021 e quello della VNL 2022, ha raccontato i motivi del suo ritiro, analizzato l’importanza di prepararsi al dopo quando si è ancora in attività e affrontato diversi temi di grande interesse.
I motivi del ritiro: “Tanti i motivi dietro a una scelta del genere. Al primo posto le problematiche fisiche che si erano venute a sommare nel corso degli anni. Stare al passo con la pallavolo di oggi è difficile per una giocatrice della mia altezza, del mio ruolo per cui se non sei sempre prestante fai fatica. Era frustrante non potersi allenare sempre al massimo e fare fatica con le partite consecutive, quando c’erano infrasettimanali. Al fisico segue la testa, quando senti di non riuscire più a dare il 100% è giusto ammetterlo e fare un passo indietro“.
Sull’aspetto della vita quotidiana da apprezzare maggiormente dopo il ritiro: “La routine cambia completamente ed è forse la cosa più difficile da accettare perché avendo fatto questo per vent’anni le giornate sono sempre state scandite in un certo modo, siamo figli dei nostri programmi settimanali. Cambia tutto all’improvviso. Le estati senza la Nazionale ti fanno provare questa quotidianità e poi devi essere bravo a riempirti le giornate in base allo stile di vita che vuoi avere. Dipende da quanta attività fisica si vuole fare finito di giocare”.
Quanto è importante prepararsi al dopo quando si è ancora in attività: “Ho sempre creduto nel portare avanti altri interessi, altre passioni, in primis lo studio. Credo che si possa fare, nel 2026 ancora di più. È importante. Non sai di preciso cosa vorrai fare, io ho sempre pensato al dopo, anche se magari non farò quello per cui ho studiato, non è sempre matematico”.
L’eredità del campionato americano: “Avevo sempre dichiarato di voler fare un’esperienza all’estero nel corso della mia carriera. Erano anche arrivate delle offerte, ma, o non mi sentivo pronta io o non ne valeva la pena. Siamo fortunate ad avere questo campionato in casa nostra. A livello culturale, di crescita personale e di bagaglio avrei sempre voluto farla e si è presentata tardi. Per me è stata una grande sfida considerato che era l’anno inaugurale di una nuova lega. Ti cali in un mondo che ha ritmi, orari e abitudini diversi. Ho vissuto solo sei mesi. Quello che all’inizio mi sembrava strano erano le dinamiche di allenamento, i regolamenti. Interessante vedere come, su certe cose, gli americani sono sempre avanti. Il cambiamento non lo accogli istantaneamente, io ho fatto un po’ di fatica, però è veramente interessante vedere un’altra cultura e vedere sia i pro sia i contro. Più viaggio e più penso che sto bene a casa mia. Aver fatto quell’esperienza mi ha arricchito tanto”.
Le tre parole per riassumere la propria carriera: “Difficile riassumere tanti anni in un episodio o in poche parole. Lo definisco un bellissimo viaggio durante il quale sono stata brava e fortunata. Quando fai tanti anni di carriera in serie A devi avere fortuna, determinazione o costanza. Sono contenta perché bene o male sono stata sempre me stessa. Mi sento serena perché so di aver dato tutto e più di tutto. Mi son chiesta come ho fatto per così tanto tempo a sopportare certe dinamiche, ci son certe cose che sono andate contro i miei principi e la mia personalità e lì ti rispondi che esistono delle motivazioni molto forti”.
Un momento custodito nel cuore: “Nel cuore avrò per sempre la vittoria dello scudetto con Casalmaggiore del 2015 perché è stato qualcosa di incredibile ed è stato un po’ il motore. Non è neanche facile starci in un gruppo come Conegliano. La pressione è anche su chi allena perché il livello deve essere sempre alto o quando entri devi far bene“.
Sulle occupazioni attuali: “È un work in progress perché dobbiamo esplorare parti di noi che non conosciamo. Dobbiamo capire cosa ci piace e cosa siamo brave a fare. Sono partita nel cercare di mettere insieme la strada dello sport e della cultura. Scrivo per un giornale e ho iniziato il percorso di commentatrice per Sky a maggio e queste sono le prime cose sul piatto. Vediamo dove porteranno queste strade. Se riuscissi ad unire le mie due passioni sarei molto contenta, ora sto cercando di capire come fare“.