Roland Garros
TITANICO! Matteo Berrettini vince un’epica battaglia di oltre 5 ore: Comesana si arrende dopo un infinito super tie-break
Matteo Berrettini approda agli ottavi di finale del tabellone di singolare maschile del Roland Garros 2026 di tennis al termine di una battaglia lunga 5 ore e 13 minuti conto l’argentino Francisco Comesaña, piegato al long tiebreak del set decisivo con il punteggio di 7-6 (3) 5-7 6-7 (4) 6-4 7-6 (15-13), chiudendo i conti alla quarta occasione, dopo aver annullato due match point all’avversario. Nel quarto turno l’avversario sarà uno tra l’argentino Juan Manuel Cerundolo e lo spagnolo Martin Landaluce.
Nel primo set i servizi sono a lungo dominanti, tanto che nei primi 10 game sono appena 12 i punti vinti in risposta, mai più di 2 per gioco. Non si registrano palle break e non si va ai vantaggi prima dell’undicesimo game, quando Berrettini va sullo 0-40 in risposta, ma non riesce a concretizzare, in tutto quattro break point. Si va al tiebreak, e qui Berrettini domina: l’azzurro va subito sul 4-0 e poi si procura 5 set point sul 6-1. Il terzo, giocato col servizio a disposizione, è quello utile a chiudere i conti sul 7-3 dopo 57 minuti.
Nella seconda frazione, sulle ali dell’entusiasmo, Berrettini in avvio vince 8 dei primi 9 punti giocati, ottenendo il break a zero per il 2-0. Immediato controbreak di Comesaña, il quale però nel quarto game cede nuovamente il servizio. Berrettini poi scappa sul 4-1 non pesante, ma nel settimo game subisce il controbreak a trenta e l’argentino poi lo riacciuffa sul 4-4. L’azzurro deve annullare quattro palle break nel nono gioco, ma nell’undicesimo cede il servizio a quindici. Comesaña va a servire per il set, tiene la battuta a quindici ed al primo set point riequilibra il match con il 7-5 in un’ora e quattro minuti.
Nella terza partita i servizi tornano a dominare, tanto che si va ai vantaggi solo nel quinto game, ma l’argentino tiene la battuta senza concedere palle break. In dodici game sono appena undici i punti vinti in risposta, ed il tiebreak è la giusta soluzione: Berrettini parte sul 2-0, ma si fa riacciuffare sul 2-2. L’equilibrio dura fino al 4-4, poi Comesaña conquista un minibreak di margine e lo mantiene fino al 7-4 in 55′ che lo porta a condurre nel conto dei set.
Nel quarto set Berrettini non sfrutta un break point in avvio ed un altro nel terzo game, ma nel quinto, seppur alla quarta occasione, riesce a strappare la battuta ai vantaggi all’avversario, portandosi sul 3-2. Dopo aver operato il break, l’azzurro non concede più nulla all’argentino, vincendo 12 dei successivi 13 punti giocati al servizio ed andando a pareggiare il match con il 6-4 in 57 minuti.
Nella partita decisiva i servizi tornano a dominare, solo nel sesto game si va ai vantaggi, ma Berrettini tiene la battuta senza concedere break point, e praticamente senza alcun sussulto si arriva sul 6-6. Nel long tiebreak Berrettini dallo 0-1 va sul 3-1 e poi si porta sul 4-2 al cambio di campo. L’azzurro difende il margine fino al 6-4, poi però si fa riprendere ed al successivo cambio di campo si arriva sul 6-6. L’equilibrio non si spezza e si gira ancora sul 9-9, poi Berrettini sul 10-10 conquista un minibreak, ma non concretizza il match point sul proprio servizio. Si gira ancora sul 12-12, poi però l’allungo decisivo è dell’azzurro, che al quarto match point approfitta dell’errore gratuito dell’argentino e si impone per 15-13 dopo 80 minuti di aspra battaglia sportiva.
Le statistiche rendono l’idea della battaglia vista in campo: Berrettini vince 199 punti contro i 190 del rivale odierno, mettendo a segno più vincenti, 70-59, ma concedendo anche più gratuiti, 80-56. Il romano sfrutta solo 3 delle 13 palle break avute a disposizione ma ne cancella 5 delle 8 offerte all’avversario. L’azzurro fa meglio di Comesaña in termini di resa sia con la prima di servizio, 82%-78%, sia con la seconda, 55%-43%. Per entrambi arrivano 20 ace, ma l’italiano contiene il numero dei doppi falli a 3, contro i 7 dell’argentino.