Taekwondo

Taekwondo, l’Italia esce rinfrancata dagli Europei. Grande prova collettiva e ottimi segnali per il futuro

Erik Nicolaysen

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Touiar / FITA

La Nazionale italiana di taekwondo è reduce da un’edizione memorabile dei Campionati d’Europa, in cui ha collezionato ben quattro medaglie e altri cinque piazzamenti ai piedi del podio nonostante l’assenza delle sue stelle più luminose Vito Dell’Aquila e Simone Alessio. A Monaco di Baviera l’Italia si è resa protagonista di una prova collettiva di alto profilo che fa ben sperare per il futuro, alla luce dell’età media di questa spedizione ed in particolare dei medagliati.

I quattro uomini italiani capaci di salire sul podio nella rassegna continentale assoluta sono nati infatti tra il 2004 (Dennis Baretta) ed il 2009 (Abderrahman Touiar), a dimostrazione della qualità di un settore giovanile in grado di proporre un ricambio generazionale di alto profilo in vista di Los Angeles 2028 e soprattutto dei prossimi cicli olimpici.

Le quattro medaglie azzurre in Germania sono arrivate tutte dalle quattro categorie più leggere del settore maschile: argento per Gaetano Cirivello nei -54 kg e del sedicenne Touiar nei -58 kg, bronzo per Ludovico Iurlaro nei -63 kg e di Baretta nei -68 kg. Comincia dunque a profilarsi una certa abbondanza in casa Italia nelle categorie olimpiche -58 (in cui il punto di riferimento ad oggi resta Dell’Aquila) e -68 kg, però attenzione anche alla crescita di Angelo Mangione che ha “bucato” l’appuntamento degli Europei ma rappresenta un possibile crack in ottica -80 kg.

Segnali incoraggianti in prospettiva anche dal versante femminile, che meritava di portare a casa almeno una medaglia per il livello evidenziato da quasi tutte le azzurre in gara a Monaco. In ogni caso i quinti posti raccolti da Giulia Maggiore, Anna Frassica, Lucrezia Maloberti ed Elisa Bertagnin (tutte nate dal 2005 in poi) vanno considerati un bottino interessante per il panorama attuale del taekwondo tricolore.

 

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