Surf
Surf, Italo Ferreira e Carissa Moore vittoriosi nel New Zealand Pro. Fioravanti in top-10
Archiviato il quarto appuntamento del massimo circuito internazionale di surf. Il Championship Tour, andato in scena a Raglan, in Nuova Zelanda, ha incoronato due protagonisti d’eccezione: Italo Ferreira e Carissa Moore. Due successi di grande prestigio, considerando il palmarès e il peso specifico dei due campioni.
Il brasiliano Ferreira, campione olimpico a Tokyo 2020 e iridato nel 2019, ha fatto valere tutta la propria classe nella finale contro l’australiano Morgan Ciblic. L’atto conclusivo, però, è stato preceduto da un episodio spiacevole: il confronto è stato temporaneamente sospeso dopo che un fotografo in acqua sarebbe stato attaccato da uno squalo o, secondo altre ricostruzioni, da un leone marino. È stato immediatamente attivato il codice rosso e la competizione interrotta per consentire l’intervento del personale medico in totale sicurezza.
Una volta ripresa la gara, Ferreira ha espresso un livello altissimo. Il sudamericano è andato vicino al Perfect Ten con il 9.33 ottenuto sulla quinta onda, dopo aver già fatto registrare un eccellente 8.17 nella terza. Ciblic ha provato a mettere sotto pressione il rivale partendo forte, grazie a un 7.00 e a un 8.80 nelle prime due onde, ma non è bastato. Ferreira si è infatti imposto con uno score complessivo di 17.50 contro il 15.80 dell’australiano, risultato che gli consente anche di balzare in vetta alla classifica mondiale. Un ranking dominato dal Brasile, con quattro surfisti verdeoro nelle prime quattro posizioni: oltre a Ferreira, figurano Miguel Pupo, Gabriel Medina e Yago Dora.
In questo contesto positivo si inserisce anche la prova di Leonardo Fioravanti, autore di un’altra top-10 stagionale. Il surfista azzurro ha chiuso al nono posto la tappa neozelandese. Dopo aver superato il brasiliano Mateus Herdy nella prima heat, Fioravanti si è dovuto arrendere nei quarti di finale allo statunitense Cole Houshmand, vittorioso con il punteggio di 15.34 contro il 12.77 dell’italiano. Nonostante il lieve arretramento di due posizioni, l’azzurro conserva comunque un posto tra i migliori dieci del ranking mondiale.
Spostando l’attenzione sul tabellone femminile, è arrivata un’altra affermazione di assoluto prestigio. Carissa Moore, autentica leggenda del surf mondiale, ha confermato il proprio status imponendosi a Raglan. La hawaiana, prima medaglia d’oro olimpica nella storia del surf femminile e cinque volte campionessa del mondo, è tornata ufficialmente alle competizioni nel 2026 dopo la pausa del 2024 dedicata alla maternità, e ha impiegato pochissimo tempo per ritrovare il miglior feeling con le onde.
In finale Moore ha superato la ventenne statunitense Sawyer Lindblad con il punteggio di 17.90 a 16.67, completando un percorso straordinario. Emblematica, in particolare, la semifinale contro Bettylou Sakura Johnson, chiusa con un impressionante 19.00: il punteggio di heat più alto dell’intera stagione 2026. Una vittoria dal forte valore simbolico, celebrata sulla spiaggia di Manu Bay insieme alla figlia nata nel 2025. Prossima tappa a El Salvador, dal 5 al 15 giugno.