Atletica
Stephen Awuah Baffour: “Posso scendere sotto i 10″. C’è qualcosa che mi accomuna ad Asafa Powell”
Stephen Awuah Baffour è sicuramente uno dei nomi nuovi della velocità italiana. Il classe 2003 sogna in grande e punta sicuramente ad essere un protagonista nei prossimi appuntamenti internazionali. Baffour è stato ospite dell’ultima puntata di OA Focus, il programma condotto da Alice Liverani sul canale YouTube di OA Sport, dove ha parlato di questi primi anni di carriera e delle sue ambizioni future.
L’infanzia in Italia prima del trasferimento in Inghilterra: “Sono stato dodici anni e mezzo in Italia. Ho vissuto soprattutto a Pomezia, prima di trasferirmi in Inghilterra. Ho giocato sempre a calcio e anche all’inizio in Inghilterra ho continuato a giocare a calcio. A quindici anni ho smesso e ho cominciato a fare atletica. Io non avevo mai visto una gara di atletica e non mi era mai passato di mente di cominciare atletica. Noi siamo andati a Coventry perché ci aveva vissuto già il fratello di mio padre e poi era importante per la mia educazione e per la scuola”.
Sulla scelta di gareggiare con la maglia azzurra: “Avevo la possibilità di correre per l’Inghilterra, ma ho preferito correre per l’Italia. Sono nato qui e sogno di vincere alcune medaglie internazionali per l’Italia. Prima o poi succederà, una europea, mondiale, olimpica. Prima di ritirarmi vorrei almeno conquistarne una per ogni evento. Difficile, ma è il mio sogno”.
Il momento della svolta della propria carriera: “Il 2023 è il momento di svolta, perché per la prima volta ho cominciato a correre in Italia, anche perché nessuno mi conosceva ancora in Italia. Ho fatto alcune gare in Italia con alcuni 10.7 e 10.5. Hanno cominciato a conoscermi ai campionati Under 23 dove ho fatto un tempo che nessuno se lo aspettava ed è li che hanno capito chi ero”.
La prima convocazione in azzurro è indimenticabile per Baffour: “Ero felicissimo, ma soprattutto i miei genitori erano super contenti quando ero stato convocato per gli Europei. Mia mamma era nervosissima e non è riuscita nemmeno a guardare la gara. Era più nervosa di me che dovevo gareggiare”.
Gli idoli del velocista azzurro ed un possibile paragone con un grande campione: “I miei due idoli sono Tyson Gay ed Asafa Powell. Il primo proprio per la sua velocità, per come corre ed il secondo invece per la sua tecnica. Ho sentito anche dire che assomiglio proprio a Powell a correre e anche secondo me hanno ragione, perché c’è qualcosa che ci accomuna”.
Tanti progressi da fare, ma anche tanto lavoro per Baffour al momento: “Sto lavorando molto sulla partenza, perché davvero c’è tanto da fare. Sul lanciato non ho troppi problemi, ma la partenza è quello che mi blocca ancora”.
Il giovane velocista azzurro non si nasconde e ha grandi obiettivi: “Sicuramente ho tanto margine per provare a scendere sotto i dieci secondi e già quest’anno magari, stando bene, posso davvero realizzare un gran tempo”.
Il passaggio sui 200: “Nei 200 devo sicuramente migliorare la tecnica, perché negli ultimi 50 sembra ogni volta che devo combattere. Devo assolutamente migliorarmi tecnicamente per riuscire a fare bene nei 200. Sono una specialità che mi piace e devo capire cosa c’è di sbagliato nella mia corsa”.
I prossimi impegni: “La mia prossima gara sarà Trieste, poi vediamo cosa fare. Anche perché qualche problema fisico mi ha un po’ stoppato nei primi mesi”.