Coppa del Mondo
Sport Invernali, la Norvegia attacca duramente il presidente FIS Eliasch. Nasce una coalizione contro la sua conferma
Farà caldo a Belgrado il 10 e 11 giugno. Non necessariamente dal punto di vista climatico, è ancora troppo presto per sapere se la capitale della Serbia sarà effettivamente attanagliata dalla calura; oppure se in quei giorni sarà colpita da qualche temporale tardo primaverile. Di certo, qualsiasi metafora atmosferica si adatta alla situazione della FIS, che proprio a Belgrado terrà il suo congresso.
Il tema caldo, anzi, bollente, è rappresentato dall’elezione del presidente. L’attuale numero uno della Federazione Internazionale dello Sci e dello Snowboard, Johan Eliasch, cerca un secondo mandato, ma deve fronteggiare una fortissima opposizione. Il multimilionario svedese di passaporto britannico ha formalmente dovuto candidarsi come georgiano, non avendo ottenuto il supporto formale né dell’una, né dell’altra federazione dei due Paesi ai quali avrebbe potuto appoggiarsi.
Soprattutto, è fortemente contestato da nazioni politicamente pesantissime. Su tutte, la Norvegia, dalla quale è partito il fuoco di fila nei confronti dell’attuale presidente. Nei giorni scorsi, il segretario generale della federazione nazionale norvegese Ola Keul ha apertamente dichiarato “che Eliasch non dovrebbe continuare a guidare la Fis. Le ragioni includono una mancanza di trasparenza e condivisione, l’utilizzo discutibile dei fondi della federazione e il fatto che l’istituzione stia perdendo credibilità”.
Una fortissima presa di posizione e, al fianco della Norvegia, ci sono anche Svezia, Stati Uniti, Canada, Germania, Austria, Svizzera e Spagna. Sostanzialmente, sette dei nove Paesi più influenti in ambito FIS sono apertamente contrari alla rielezione di Eliasch (i due a non essersi schierati sono quello che ha ospitato i Giochi Olimpici Invernali 2026 e quello che organizzerà l’edizione 2030).
Però non conta il peso politico di ogni federazione, in sede di voto “uno vale uno” e chissà che Eliasch non possa riuscire a sfangarla ancora una volta. La sua amministrazione è sempre stata contestata, ma d’altronde lui è un personaggio divisivo. Imprenditore e non politico, si è mosso con spregiudicatezza e continuerà a farlo. Gli aspetti gestionali e finanziari interessano il giusto, dal punto di vista agonistico, la conferma dell’attuale presidente faciliterebbe il ritorno degli atleti russi, viceversa l’embargo potrebbe proseguire a lungo.
Detto questo, la coalizione anti-Eliasch dovrà decidere su quale cavallo puntare. Perché i candidati alla presidenza sono cinque, di cui almeno due espressione del fronte d’opposizione, ossia l’americano Dexter Paine (chiaramente sostenuto dai Nordamericani) e il liechtensteiniano Alexander Ospelt (molto vicino ad Austria e Svizzera). Gli altri due pretendenti sono la danese Anna Harbø Falkenberg e il britannico Victor Gosling.
Vedremo cosa accadrà. Di certo, vedere queste grandi manovre esplicite da parte di certi Paesi è impressionante. Di solito, ci si muove dietro le quinte e non in maniera così palese. Segno di forza, oppure di debolezza da parte di chi contesta Eliasch? La risposta fra poche settimane.