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Sinner può vincere tutti i 1000 nello stesso anno? Perché lo scoglio Montreal-Cincinnati potrebbe creare pericoli da evitare

Giandomenico Tiseo

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Jannik Sinner / Lapresse

Cinque Masters 1000 disputati, cinque vittorie: il 2026 di Jannik Sinner sta assumendo contorni storici, sia per il campione altoatesino sia per il tennis italiano. Il trionfo agli Internazionali d’Italia ha ulteriormente allungato la striscia vincente dell’azzurro, alimentando una domanda che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrata impensabile: riuscirà a conquistare tutti i 1000 della stagione?

Credo sia impossibile mantenere questo livello di gioco per tutta la stagione. L’importante è stare bene fisicamente, altrimenti non si va da nessuna parte“, ha dichiarato Jannik. Al momento, nel calendario restano ancora i Masters 1000 di Montreal, Cincinnati, Shanghai e Parigi (indoor). Tra questi, la doppietta Montreal-Cincinnati rappresenta probabilmente l’ostacolo più complicato verso un traguardo senza precedenti.

A differenza della scorsa stagione, il calendario prevede una settimana aggiuntiva tra la conclusione di Wimbledon e l’inizio del torneo canadese. Una circostanza che renderebbe possibile la presenza di Sinner a Montreal, ipotesi che il numero uno del mondo non ha escluso durante la conferenza stampa di Roma. Il nodo principale riguarda però il torneo immediatamente successivo, quello di Cincinnati.

La finale del Masters canadese è in programma il 13 agosto, lo stesso giorno in cui prenderà il via il torneo in Ohio. Qualora Sinner dovesse arrivare fino in fondo a Montreal, avrebbe a disposizione pochissimo tempo per preparare il successivo appuntamento, in una fase della stagione che conduce direttamente verso l’obiettivo prioritario: gli US Open, in programma dal 31 agosto al 13 settembre.

Affrontare 12 partite in circa venti giorni, con il carico aggiuntivo di spostamenti e trasferimenti, appare una prospettiva estremamente complessa, soprattutto considerando il rischio di compromettere la condizione fisica per New York. Per questo motivo, è difficile immaginare che l’ambizione di completare un’impresa tanto straordinaria possa prevalere su una pianificazione della stagione in cui gli Slam restano inevitabilmente la priorità assoluta.

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