Atletica
Simone Biasutti: “So di valere i 17 metri. La mia carriera è concentrata su Los Angeles 2028”
Il salto triplo è una di quelle specialità che sta regalando le maggiori soddisfazioni all’atletica italiana. Sono tanti i protagonisti azzurri delle ultime stagioni e tra questi c’è anche Simone Biasutti, che ha sfiorato i diciassette metri lo scorso anno a Madrid. Il triestino è stato ospite dell’ultima puntata di OA Focus, il programma condotto da Alice Liverani sul canale YouTube di OA Sport.
Il momento attuale dopo una serie di acciacchi e problemi fisici: “Ho vissuto un periodo di alti e bassi con due infortuni, uno dei quali dopo la gara di Madrid più importante e che mi ha tenuto fuori dai giochi per un bel po’ di mesi. Poi un altro quest’inverno prima dei Campionati italiani alla caviglia, che mi ha fatto rimanere a casa e saltare tutta la stagione indoor. Adesso mi sto allenando bene con costanza”.
Il rapporto fraterno con Andrea Dallavalle: “Ci siamo conosciuti in un raduno prima degli Europei giovanili. Da quel momento è nata un’amicizia fortissima ed infatti sarà il mio testimone di nozze. Il suo argento mondiale l’ho seguito davanti alla tv, mentre ero a casa infortunato ed era praticamente come se fossi in gara con lui. Ho visto ogni suo passo, ogni suo allenamento. Me lo aspettavo perchè nell’ultimo periodo avevo visto tutto il suo progresso e più persone possono confermare che prima della sua presenza possono confermare che avrebbe fatto da 17,50 in su. Poi è uscito quel risultato e pure secondo al Mondiale”.
Il momento decisivo che gli ha cambiato la carriera:”L’ingresso nelle Fiamme Gialle è stato importantissimo, perchè mi ha fatto capire che questo era diventato il mio lavoro e che non c’erano più scusanti. Questo è stato il momento della svolta, anche se già prima c’erano stati dei piccoli momenti che mi hanno portato davvero a fare la vita da atleta professionista”.
Il risultato più importante della carriera: “Il nono posto mondiale è stato importante come piazzamento, ma è il 16,94 a Madrid che mi ha portato a capire davvero potevo valere determinate misure. Adesso i 17 metri sono veramente fattibili e questo mio obiettivo non è più lontano. In parte lo avevo già fatto a Madrid, visto che mi mancavano sei centimetri, ma in pedana ne avevo lasciati otto. Ho fatto lo step di qualità proprio in quella gara”.
Un lungo lavoro dopo l’infortunio patito a Madrid: “Dopo Madrid, oltre al periodo di guarigione dall’infortunio, ho dovuto mettere a punto tutta l’attività motoria e dinamica, facendo in modo di non saltare più con determinati movimenti che poi mi portavano a farmi male. Purtroppo poi è arrivato l’infortunio alla caviglia ed ora bisognerà cambiare ulteriormente qualcosa nel lavoro. Ci vogliono dei piccoli accorgimenti tecnici e poi soprattutto gestire con calma e tranquillità questi momenti complicati”.
Gli obiettivi del 2026: “Punto soprattutto a trovare continuità, perchè è la base da cui partire. Voglio qualificarmi per gli Europei e cercare di fare la miglior gara della mia vita. Se poi arriva una medaglia o una misura importante sarei felice in ogni caso. Non voglio arrivare li e poi saltare male. Bisogna andare a Birmingham ed arrivare al massimo della mia condizione”.
I prossimi impegni: “Dovrei iniziare tra fine maggio ed inizio giugno, con un meeting in Slovacchia come primo appuntamento. Poi ho una gara che mi è sempre piaciuto fare e sono i campionati di società. Poi ci sono i campionati italiani a Firenze, che è la seconda più importante dell’anno e soprattutto bisogna mettersi in luce in vista degli Europei“.
Il grande sogno: “L’obiettivo più grande è Los Angeles 2028. La mia carriera è centrata su quello. Quella è l’ultima Olimpiade in cui il mio corpo può essere al 100%. Devo puntare tutto su Los Angeles ed è quello che continuerò a fare”.