Scherma
Scherma, l’Italia unica nazione a due punte nella spada femminile. Azzurre primattrici nell’oligarchia dell’arma
Il massimo circuito internazionale della scherma si sta avvicinando alle proprie fasi conclusive. Gli appuntamenti clou della stagione, ossia gli Europei e i Mondiali si disputeranno rispettivamente a metà giugno e a fine luglio. Tuttavia, ora che è andata in archivio gran parte delle competizioni di Grand Prix e di Coppa del Mondo, è possibile effettuare considerazioni che vadano oltre il mero elenco dei risultati.
Cominciamo dalla spada femminile, che domenica 10 maggio, nel GP di Medellin ha visto il trionfo di Alberta Santuccio. Questa affermazione ha permesso all’Italia di diventare l’unica nazione capace di vincere appuntamenti di primo livello nella stagione corrente con più di una spadista. Il successo di Santuccio fa, infatti, seguito a quelli conquistati da Giulia Rizzi in Coppa del Mondo a Vancouver e Wuxi.
Se guardiamo al 2025-26, ci renderemo conto di come la spada femminile sia insolitamente governata da un’oligarchia. Insolitamente, perché questa è l’arma con i valori generalmente più fluidi. Viceversa, negli ultimi mesi si può identificare un sestetto di atlete che spicca rispetto a tutte le altre. Di queste sei, come detto, due sono azzurre.
Le altre quattro componenti di questa sorta di direttorio sono l’ungherese Eszter Muhari, l’estone Katrina Lehis, la coreana Song Se-ra e la francese Marie-Florence Candassamy. Vittorie e finali in serie per questo sestetto, nel quale l’Italia ha il privilegio di essere il solo Paese a vantare una doppia componente. Indubbiamente una certificazione di come si stia lavorando bene e di come vi sia qualità nel team diretto da Dario Chiadò.
Non è una dinamica scontata, che va a certificare come la medaglia d’oro olimpica nella prova a squadre di Parigi 2024 non sia stata un caso e, al contempo, va a sfatare viepiù il luogo comune secondo il quale l’Italia della scherma “vince solo nel fioretto”. Una panzana smentita dall’evidenza dei fatti, che talvolta sfugge comunque a chi è miope, superficiale od ottuso.
Vedremo quali saranno i verdetti del prossimo futuro e se il fatto di avere più di una freccia pregiata in faretra si confermerà anche quando saranno messe in palio le medaglie. Di sicuro, a oggi, l’Italia della spada femminile mostra i muscoli e scintilla di luce propria. Una luce azzurra, ça va sans dire.