Scherma

Scherma, la Russia sta tornando sempre più forte. Risultati in crescita e la concorrenza si fa estrema…

Francesco Paone Casati

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Egorian / La Presse

In una settimana di raccordo tra eventi che coinvolgono le tre armi della scherma, è doveroso effettuare una riflessione riguardo i risultati emersi fra Coppa del Mondo e Grand Prix nelle ultime settimane. O meglio, nell’anno solare 2026. Tuttavia, la tendenza nelle tappe più recenti è marcata. Si sta registrando una competitività sempre più elevata degli schermidori russi.

Tirano ancora come “Atleti Individuali Neutrali”, ma si tratta di una semplice etichetta applicata sui rappresentanti della ‘Superpotenza Esiliata’ in seguito agli eventi bellici cominciati nell’Europa orientale nel febbraio 2022. La FIE è da sempre una delle federazioni internazionali meno rigide riguardo l’ammissione dei russi, sui quali altrove grava ancora un embargo totale.

Ebbene, nella sciabola ormai vincono e convincono, soprattutto nel settore femminile. Il trionfo di Yana Egorian nel Gran Prix di Incheon fa seguito alle precedenti affermazioni di Alina Mikhailova fra Tunisi (GP) e Tashkent (Coppa del Mondo). Fra gli uomini, non più tardi di poche settimane fa, a Padova è arrivata la doppietta con Kamil Ibragimov e Pavel Graudyn.

Nel fioretto, sabato a Istanbul, Egor Barannikov è stato il solo non italiano a salire sul podio. Il giovane russo si è infilato tra Filippo Macchi (dal quale è stato sconfitto in finale), Tommaso Marini e Giuseppe Franzoni. Inoltre, un altro nome nuovo, quello di Vladislava Peniushkina si è fregiata del primo podio della carriera fra le donne.

Però non è solo l’eccellenza a colpire, quanto il fatto che i tabelloni siano sempre più saturi di bandierine bianche della dicitura _AIN. In altre parole, tutti gli schermidori russi stanno prepotentemente crescendo di rendimento. Sarà interessante verificare cosa accadrà nei prossimi giorni a Medellin, in Colombia, dove talvolta si vedono risultati anomali. Si è detto di sciabola e fioretto, ora tocca alla spada.

In generale, questo significa che la concorrenza nella scherma sta tornando quella di una volta. Anzi, sta diventando sempre più estrema. SI è già detto della progressiva crescita del Nord America grazie al suo sistema universitario e di come, tanti allenatori europei, stiano portando a livelli superlativi le nazioni asiatiche (Hong Kong nel fioretto maschile è un caso eclatante).

Questa dinamica dovrà essere tenuta bene in considerazione quando si andranno a fare valutazioni e previsioni in vista degli Europei e dei Mondiali. La Russia, nella scherma, è tornata. È ripartita dalla sciabola, ma ora sta ritrovando pienamente sé stessa in ogni arma; e sarà una gatta da pelare per tutti, italiani compresi.

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