Rugby

Rugby, i possibili nomi nuovi dell’Italia per i Test Match estivi

Duccio Fumero

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Quesada / IPA Agency

Con la stagione di club europea ormai quasi alle spalle e l’estate che apre una nuova finestra di lavoro, per l’Italia guidata da Gonzalo Quesada si profila un periodo meno legato al risultato immediato e più alla costruzione. A luglio, con la Nations Championship all’orizzonte e un tour che porterà gli azzurri tra Giappone, Nuova Zelanda e Australia, l’attenzione si sposta su un doppio binario: consolidare automatismi e allargare la base del gruppo. È una fase in cui la maglia azzurra diventa anche laboratorio, spazio di verifica per profili nuovi o riemersi dal margine.

In questa prospettiva, il cuore della possibile trasformazione passa ancora una volta da Treviso. Nel pacchetto di prima linea si affacciano tre nomi che da tempo orbitano attorno al sistema azzurro: Destiny Aminu, Marcos Francesco Gallorini e il tallonatore Nicholas Gasperini. Profilo fisico, età e margini di crescita li rendono candidati naturali a una chiamata che avrebbe il sapore della continuità progettuale più che della sorpresa.

Scorrendo il reparto degli avanti, sempre in maglia biancoverde, l’attenzione si sposta in seconda linea su Giulio Marini, presenza sempre più stabile nel sistema di gioco trevigiano. Più indietro, ma con argomenti in crescita, anche la terza linea potrebbe offrire soluzioni interessanti: da Parma emergono Samuele Locatelli e Giacomo Ferrari, due profili che hanno già assaggiato con continuità il ritmo dell’United Rugby Championship e che ora chiedono un salto ulteriore di responsabilità.

Nel reparto dei trequarti, lo sguardo si allarga tra Emilia e Veneto. Il centro Damiano Mazza resta uno dei nomi più solidi per struttura e affidabilità, mentre nel triangolo allargato il possibile rientro di Mirko Belloni aggiunge una variabile di velocità e imprevedibilità. A completare il mosaico, la Serie A Élite continua a offrire spunti: Simone Brisighella del Valorugby Emilia e Marco Scalabrin del Petrarca Padova rappresentano quei profili di provincia agonistica che spesso finiscono per diventare risorse inattese quando il livello internazionale alza le sue richieste.

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