Roland Garros
Roland Garros 2026, caldo record a Parigi: si applicherà il protocollo “heat-rule”?
L’inizio del Roland Garros 2026 è segnato da un’ondata di caldo eccezionale per Parigi. Le temperature previste superano infatti i 31-32 °C, valori insoliti per la capitale francese alla fine di maggio e capaci di incidere sensibilmente sulle condizioni di gioco. Per questo motivo è tornato al centro dell’attenzione il protocollo “heat rule”, il sistema adottato nei tornei del Grande Slam per tutelare la salute dei giocatori durante le giornate più torride.
Tale norma, ufficialmente inserita nell’Extreme Weather Policy degli Slam, non si basa però sulla semplice temperatura registrata dai bollettini meteo. Il parametro di riferimento è il WBGT, acronimo di Wet-Bulb Globe Temperature, un indice scientifico utilizzato per misurare lo stress termico reale a cui è sottoposto il corpo umano durante l’attività fisica all’aperto.
A differenza della temperatura tradizionale, il WBGT tiene conto contemporaneamente di più fattori ambientali: la temperatura dell’aria, il tasso di umidità, la velocità del vento, l’intensità della radiazione solare e la copertura nuvolosa. In pratica, serve a capire quanto il corpo riesca realmente a raffreddarsi attraverso la sudorazione.
Per calcolare il valore WBGT vengono utilizzati tre diversi parametri. Il primo è la temperatura al bulbo umido naturale, che misura l’effetto combinato di umidità e ventilazione e simula la capacità del corpo di disperdere calore tramite il sudore. Il secondo è la temperatura del globo nero, che rileva il calore assorbito direttamente dal sole e riflesso dalla superficie del campo. Il terzo è la temperatura dell’aria tradizionale, cioè quella normalmente riportata nelle previsioni meteorologiche.
Il Roland Garros applica le stesse linee guida adottate dagli altri Slam, ma con modalità specifiche legate alla durata dei match. Nel torneo maschile, disputato al meglio dei cinque set, il regolamento prevede una pausa di dieci minuti tra il terzo e il quarto set quando il WBGT supera le soglie stabilite. Nel torneo femminile, invece, la sospensione può essere concessa tra il secondo e il terzo set.
Nonostante il caldo intenso percepito in questi giorni sui campi parigini, il protocollo potrebbe non scattare automaticamente. Il motivo principale è legato alle caratteristiche climatiche di Parigi: l’aria, pur molto calda, resta relativamente secca. E proprio l’umidità rappresenta uno degli elementi più pesanti nel calcolo del WBGT. Di conseguenza, anche con temperature superiori ai 33°C, l’indice potrebbe restare sotto la soglia necessaria per attivare ufficialmente la heat rule.
Resta comunque evidente la difficoltà delle condizioni di gioco. Diversi tennisti hanno già mostrato segnali di affaticamento, soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando il sole colpisce direttamente i campi in terra battuta aumentando ulteriormente la percezione del calore.
A differenza dell’Australian Open, dove i grandi stadi possono essere chiusi e climatizzati grazie a sistemi di aria condizionata, il contesto parigino è differente. I tetti retrattili del Court Philippe-Chatrier e del Court Suzanne-Lenglen sono progettati principalmente per proteggere i campi dalla pioggia e dall’umidità serale, ma non dispongono di impianti capaci di abbassare significativamente la temperatura interna. In caso di caldo estremo, la chiusura del tetto rischia anzi di rendere l’aria ancora più pesante e afosa.
Gli organizzatori mantengono inoltre un ampio margine decisionale. Anche qualora i parametri matematici non raggiungessero perfettamente le soglie previste, la direzione del torneo può comunque intervenire modificando il programma delle partite o concedendo pause supplementari per ragioni di sicurezza.
Le giornate considerate più delicate sono quelle di mercoledì 27 e giovedì 28 maggio, quando sono attesi i picchi termici più elevati. Se nelle ore più calde dovessero aumentare leggermente umidità e assenza di vento, il valore WBGT potrebbe superare la soglia critica prevista dal regolamento. In quel caso, al Roland Garros si assisterebbe all’applicazione sistematica della pausa di dieci minuti prevista dalla hea-rule nei match maschili.