Roland Garros

Puppo: “Quando a Sinner arriva questo malessere, mi pare a disagio e non in grado di gestirla”

Erik Nicolaysen

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Jannik Sinner / LaPresse

Nell’ultimo appuntamento sul canale YouTube di OA Sport con TennisMania, condotto da Dario Puppo, il giornalista di Eurosport ha analizzato quanto accaduto a Jannik Sinner, che ha accusato un malessere che lo ha fortemente condizionato e lo ha portato alla sconfitta nel secondo turno del Roland Garros.

Il malessere che ha colpito Sinner contro Cerundolo: “Quando ho visto come si manifestava il blackout ho subito capito che la partita sarebbe finita in un certo modo. Mi ha ricordato più l’episodio di Shanghai per un solo motivo, che ha spiegato poi anche Sinner, e cioè che non ha trovato una soluzione. Con Griekspoor, se non arrivava ad un certo punto il fisioterapista a sorreggerlo, Jannik non avrebbe richiesto il suo intervento perché probabilmente non era abbastanza lucido per capire. Anche secondo me avrebbe dovuto subito chiamarlo, però quelle situazioni bisogna capire come le stia vivendo una persona che sta male. Sinner stava male. Io ho la sensazione che ci sia proprio un forte disagio e quindi non riesca ad essere lucido. Qui non si è fermato subito, è andato avanti a giocare per quei 18 punti che perde consecutivamente“.

Vanno dati meriti anche all’argentino, che ha colto l’occasione: “Io penso che in certe situazioni lui possa avere quel timore di avvertire un malessere da un momento all’altro. In conferenza stampa ha detto che stava cercando di accorciare i punti già prima del problema. Io però sono rimasto colpito dall’avversario, perché ha fatto quel parziale di 18-0 quando già si stava rendendo conto di quello che stava succedendo. È stato un gigante da un certo punto di vista, perché tanti altri avrebbero insistito guardando cosa succedeva a Sinner, distraendosi e sbagliando. Cerundolo invece ha fatto quella serie di punti ed in tutto il match da lì in avanti è stato veramente bravo, non me lo aspettavo. Contro un altro avversario Sinner forse poteva anche provare ad aggiustarla, soprattutto all’inizio del quinto set quando ci ha provato facendo anche il pugnetto dopo i pochi punti che ha vinto. Ci voleva credere“.

La somma di fattori che ha portato alla situazione vissuta in campo: “Probabilmente Jannik stava già male da qualche minuto o da un paio di game. Lui a un certo punto ha sentito che stava arrivando qualcosa e lì ha cominciato ad avere il pensiero, magari inizia a chiudersi lo stomaco, e anche lui forse all’inizio quando ha questo sensore si ingigantisce la cosa a livello psicologico per il fatto di essere così avanti nel punteggio. Stai per finire la partita e ti viene a rovinare la situazione sul più bello. Non riesci a nascondere quel malessere. Io ho solo la sensazione che quando gli arriva questa cosa, non sia in grado di gestirla. C’è stato anche un blocco di comunicazione con il team“.

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