Internazionali d'Italia
Puppo: “Il record di Sinner vale più di quello di Djokovic. L’arrivo di Jodar mi ricorda una frase di Connors su McEnroe”
Jannick Sinner supera anche l’esame Andrea Pellegrino, giocatore autore di un’ottima prova, e guadagna il pass per la sfida dei quarti di finale contro il russo Andrey Rublev. Si delinea all’orizzonte la possibile finale con lo spagnolo Rafael Jodar. Di questo e di tanto altro si è parlato nell’ultimo appuntamento di TennisMania, trasmissione condotta da Dario Puppo e visibile sul canale Youtube di OA Sport, con ospiti Massimiliano Ambesi e Guido Monaco.
Sul record di vittorie nei Masters 1000: “Il record di 31 vittorie nei Masters 1000 di Sinner ha un valore superiore a Djokovic, perché le ha ottenute seguendo il calendario. Pellegrino, fatti i debiti paragoni, potrebbe essere il nostro piccolo Vacherot: mi è piaciuto molto. Ricordo una volta a Roma Nadal, in un recupero vicino alla rete, per colpa del campo inciampa e ruzzola almeno una volta, si alza e fa un gesto di stizza: era furibondo col campo“.
Sul prossimo incontro con Rublev: “Il russo è stato ospite di Tennis Channel. Si è messo a ridere e ha detto che più Sinner vince più la sconfitta è vicina, per una questione statistica. Poi ammette che lui preferirebbe giocare contro qualcun altro, è stato simpatico e onesto“.
Sui numeri impressionanti di Sinner: “Dopo la partita con Popyrin, su Tennis TV, dicono a Sinner che non perde il servizio da 46 turni e Jannik sgrana brevemente gli occhi. A lui i numeri interessano. Onestamente questi numeri sono impressionanti. Sinner ha vinto 31 partite di fila in tutti i Masters 1000 in calendario. Penso abbia la possibilità di andare in finale, dove potrebbe trovare Jodar“.
La valutazione ampiamente positiva della prova offerta da Andrea Pellegrino: “Io mi sono esaltato come un matto per Pellegrino. Non pensavo che reggesse così lo scambio in quella fase del match. Sinner un pochino è stato sorpreso“.
Il paragone dei grandi del passato per parlare di Jodar: “Ho visto un video, devo dire la verità, che non conoscevo. Connors che parla di McEnroe. Nel 1974 sembrava che nessuno lo preoccupasse. Ma quando arrivò questo qua a 17 anni, con questi riccioli, senza classifica, lì ha capito che era arrivata una cosa diversa. Quella dichiarazione di Connors mi ha fatto pensare. E ha aggiunto: ‘Il mio più grande complimento a McEnroe è stato non guardarlo mai negli occhi’. Quindi questo pensiero di Connors sull’arrivo di McEnroe mi ha fatto pensare a Jodar. Io sullo spagnolo ho delle sensazioni abbastanza precise. Fa molto effetto, c’è poco da fare. Tatticamente non è zero, ma a volte è difficile da capire“.
Il vantaggio del fattore sorpresa per l’iberico e la capacità di gestire il costante aumento dei match: “Secondo me Jodar ha il grande vantaggio che non lo conoscono ancora, ha dei tempi di gioco che ha solo Alcaraz. Ha un anticipo sulla risposta che ti prende il tempo, ancora più di Alcaraz. Ha un diritto strano che gioca presto e questo dà fastidio agli avversari. Sono curioso di vedere come riesce a gestire tutte queste partite. Non capisco come faccia. Il papà è stato insegnante di educazione fisica, magari lo può aiutare, però sono sorpreso. Ancora più del suo gioco, mi sta stupendo per come sta reggendo fisicamente e mentalmente. Psicologicamente con Jodar mi ritrovo nella dimensione di Sinner a 19 anni”.
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