Ciclismo

Pellizzari e l’incubo del gregariato: lo scatto in faccia di Hindley e il sorpasso in classifica…

Stefano Villa

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Giulio Pellizzari Jai Hindley / Lapresse

Giulio Pellizzari ha disputato soltanto tre Grandi Giri nel corso della sua brevissima carriera da professionista, riuscendo a conquistare un doppio sesto posto in classifica generale tra il Giro d’Italia e la Vuelta di Spagna nel 2025 (con tanto di successo di tappa in terra iberica durante la passata stagione). Il 22enne si è presentato alla Corsa Rosa 2026 dopo aver trionfato al Tour of the Alps e con il chiaro obiettivo di battagliare per salire sul podio finale a Roma, forte di un’ottima condizione di forma e di doti certificate in salita.

Il giovane talento marchigiano ha però osato un pochino troppo sul primo arrivo in salita del Giro d’Italia, cercando di tenere la ruota del danese Jonas Vingegaard e replicando a un paio di affondi operati dal due volte vincitore del Tour de France lungo il Blockhaus. Al terzo cambio di ritmo, quando mancavano 4,2 km al traguardo, però, si è spenta la luce e così il ribattezzato Duca di Camerino ha dovuto rintuzzare, giungendo al traguardo con un distacco di 1’05” nei confronti del capitano del Team Visma | Lease a Bike.

Dopo aver ceduto nel braccio di ferro con il grande favorito per la conquista del Trofeo Senza Fine, Giulio Pellizzari è stato superato dall’austriaco Felix Gall ed è stato raggiunto dal compagno di squadra Jai Hindley e dall’altro australiano Ben O’Connor. A fare riflettere è quanto è successo in prossimità del traguardo, quando Hindley non si è comportato da gregario: ha operato uno scatto, è andato a prendere i quattro secondi di abbuono previsti per la terza posizione e ha aperto un buco nei confronti dell’azzurro, distanziandolo di tre secondi.

Un episodio da non sottovalutare: Hindley ora è quarto in classifica generale a 1’08” da Vingegaard e precede Pellizzari di tre secondi. Stiamo parlando di un corridore esperto (ha compiuto 30 anni lo scorso 5 maggio), ha già vinto il Giro d’Italia (nel 2022) e quello che sta disputando è il suo dodicesimo Grande Giro. L’azione finale sul Blockhaus potrebbe avere un certo peso in seno alla Red Bull-BORA-hansgrohe, sperando che non cambino le gerarchie e che il nostro portacolori non debba fare i conti con l’incubo del gregariato.

I muri marchigiani previsti domani e l’arrivo in salita a Corno alle Scale (10,8 km al 5,6% di pendenza media) in programma domenica ci diranno ancora moltissimo, in attesa della cronometro di martedì 19 maggio: Hindley potrebbe guadagnare nei confronti di Pellizzari nella prova contro il tempo…

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