Ciclismo
Pagelle Giro d’Italia 2026: Vingegaard sembra passeggiare, altra batosta per Pellizzari, rivelazione Piganzoli
PAGELLE NONA TAPPA GIRO D’ITALIA 2026
Jonas Vingegaard, voto 9,5: era il favorito di questo Giro e lo sta dimostrando ogni giorno di più. Oggi ha corso sulla difensiva e quando è così fa ancora più male agli avversari. Sembrava passeggiare sull’attacco di Felix Gall, ha tenuto la ruota dell’austriaco per poi lanciarsi negli ultimi 800 metri e andare a vincere in controllo. Nella cronometro di martedì può fare il vuoto.
Felix Gall, voto 8: è il più vicino a Vingegaard, forse l’unico rivale. Lo scalatore della Decathlon CMA CGM Team prova addirittura ad attaccare, puntando al successo di tappa, ma con il danese c’è poco da fare. Dopo i 13” al Blockhaus, solamente 12” di ritardo oggi. Non può non essere soddisfatto.
Davide Piganzoli, voto 9: nel giorno della difficoltà di Pellizzari, l’Italia può consolarsi con una tappa spettacolare da parte del corridore classe 2002. Sicuramente una delle migliori gare della carriera: nonostante sia un gregario fidato per Vingegaard, si gioca le sue carte e chiude terzo, a 34” dal capitano. Chissà che prima della fine del Giro non possa togliersi altre soddisfazioni.
Afonso Eulálio, voto 8: sorprende ogni giorno in più. Il portoghese della Bahrain – Victorious non corre sulla difensiva, anzi: anche oggi è davanti, chiude quinto, conserva la Maglia Rosa e sogna un piazzamento di lusso a fine Giro.
Jai Hindley, voto 5,5: la tattica della doppia punta in casa Red Bull – BORA – hansgrohe non è andata alla grande. Pellizzari in crisi, l’australiano vincitore del Giro 2022 non è così brillante. Nono a 50” da Vingegaard, ci si aspettava molto di più.
Giulio Ciccone, voto 6,5: l’abruzzese della Lidl-Trek è uscito volontariamente di classifica per puntare ad una tappa. Oggi improvvisa un attacco da lontano, riesce anche ad approcciare l’ascesa conclusiva al comando, ma poi deve arrendersi alla rimonta degli uomini di classifica. Ci riproverà.
Giulio Pellizzari, voto 4,5: indubbiamente insufficiente oggi. Va in grossa difficoltà all’inizio dell’ascesa finale, riesce a difendersi e a non andare alla deriva, ma 1’28” da Vingegaard e oltre un minuto da Gall sono distacchi sicuramente inattesi. Deve rimettersi in sesto con il giorno di riposo e tornare al top per puntare al podio.