Ciclismo

Pagelle Giro d’Italia 2026: Pellizzari leale nonostante tutto; Piganzoli carta bianca, Vingegaard spettatore

Federico Militello

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Davide Piganzoli / Lapresse

PAGELLE GIRO D’ITALIA 2026 

Diciannovesima tappa, venerdì 29 maggio 

Sepp Kuss, 10: l’americano possiede una intelligenza tattica fuori dal comune. Entra nella fuga di giornata, se ne sta quasi sempre nascosto, poi sull’ascesa conclusiva sferra il colpo del KO, trionfando in solitaria. Ha completato la collezione di successi di tappa a Giro, Tour e Vuelta. E ricordiamo che, da gregario, vinse anche la classifica generale nella corsa a tappe spagnola nel 2023.

Derek Gee, 8: intelligente nel piazzarsi nella fuga di giornata. Nonostante sia andato in progressione, non è riuscito però a riprendere Kuss. Approda in top5 in classifica: senza la caduta iniziale in Bulgaria, dove perse poco più di un minuto, ora sarebbe pienamente in corsa per il podio.

Giulio Ciccone, 8: culla a lungo il sogno dell’agognata vittoria di tappa. L’allungo in discesa lo porta ad imboccare l’ascesa verso Alleghe con un minuto sui più immediati inseguitori. L’ultimo GPM si rivela però troppo arcigno per l’abruzzese, terzo al traguardo. Una giornata di grande sacrificio, scattando ad ogni traguardo per i punti dei GPM. Ora è in testa alla classifica degli scalatori con 273 punti e 57 lunghezze di vantaggio su Vingegaard. E’ quasi fatta.

Felix Gall, 7: si conferma sui livelli mostrati per tutta la Corsa Rosa. Se non avrà cedimenti a Piancavallo, conquisterà un meritato secondo posto.

Jonas Vingegaard, 7: oggi è rimasto a guardare. Ha lasciato Kuss libero di giocarsi le proprie carte in fuga, poi ha risposto con irrisoria facilità all’attacco di Gall. Il dominatore non ha voluto infierire. Vedremo se domani lascerà un ultimo segno prima di festeggiare la Tripla Corona.

Jai Hindley, 7: si conferma molto più scalatore di Arensman e lo scavalca in classifica, prendendosi la terza posizione. Il terzo podio in carriera al Giro d’Italia è ad un passo.

Thymen Arensman, 5: niente di nuovo. Il passista olandese fa una fatica enorme quando la strada sale oltre una pendenza del 9%. Oggi ha pagato dazio. Salvo cedimenti da parte di chi lo precede, non si vede come possa riprendersi un posto sul podio a Piancavallo, ascesa che sarà durissima nei 6 km iniziali.

Damiano Caruso, 6,5: anche oggi in fuga, anche se le gambe non erano forse quelle dei giorni scorsi. Con esperienza e sapienza tattica riesce a gestirsi ed a consolidare la top10 in classifica generale. A quasi 39 anni è un esempio per tanti giovani poco inclini ai sacrifici di cui necessita questo sport.

Davide Piganzoli, 6,5: riceve carta bianca da parte di Vingegaard, dunque non deve lavorare per il capitano, ma solo pensare alla propria corsa. Il cambio di passo, come visto anche nelle tappe precedenti, non è la specialità della casa. Ma la regolarità sì. Guadagna 1’14” su Eulalio e domani proverà a strappare la maglia bianca al portoghese.

Giulio Pellizzari, 6: con orgoglio si getta nella fuga di giornata e corre da protagonista, attaccando a più riprese. Nel finale mancano le energie e si mette al servizio di Hindley, denotando grande lealtà nei confronti dell’australiano e della squadra. Nonostante qualcuno non fosse stato altrettanto leale nei suoi confronti ad inizio Giro…

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