Ciclismo
Pagelle Giro d’Italia 2026: Pellizzari cambia l’inerzia con Hindley, Vingegaard per ora non si allarma
PAGELLE GIRO D’ITALIA 2026
Martedì 19 maggio, decima tappa
Filippo Ganna, 10 e lode: semplicemente inavvicinabile. Il percorso era perfetto per le sue caratteristiche e ha fatto emergere una potenza brutale. Mostruosa la media di 54,9 km/h. Oggi solo il miglior Remco Evenepoel avrebbe potuto batterlo.
Thymen Arensman, 9: era noto che, tra gli uomini di classifica, fosse quello più adatto ad una prova contro il tempo per specialisti. Tuttavia è andato anche ben oltre le attese, concludendo secondo a 1’54” dal compagno di squadra Ganna, guadagnando secondi (o minuti…) su tutti gli altri rivali per la generale. Adesso è terzo e può ambire legittimamente al podio, anche se in passato ha dimostrato di patire le grandi vette alpine.
Derek Gee, 8,5: la grande sorpresa di giornata. Il canadese disputa la miglior cronometro della carriera, guadagnando ben 44″ su Vingegaard e concludendo in quinta posizione, dunque in mezzo agli specialisti. In classifica fa un balzo dalla 14ma all’ottava posizione e si rimette in lizza per il podio.
Ben O’Connor, 7,5: ottima anche la prova dello scalatore australiano, il terzo tra gli uomini di classifica all’arrivo. Sin qui non ha rubato l’occhio, eppure è quinto in classifica. Grande regolarità per il momento.
Jonas Vingegaard, 5,5: in carriera ha dato il meglio in cronometro dai percorsi mossi, mentre ha fatto più fatica in quelle completamente piatte. Certo un distacco di ben 1’06” da Arensman sorprende: ballano una trentina di secondi di troppo, a nostro avviso. La condizione di forma del danese non sembra smagliante, tuttavia in salita ha un margine talmente grande sugli avversari che, per il momento, non sembra doversi preoccupare. Intanto, salvo sorprese, dovrà attendere sabato per indossare la maglia rosa.
Giulio Pellizzari, 6,5: con quello che ha passato a Corno alle Scale, probabilmente avrebbe firmato per una prestazione come quella odierna. Pur debilitato dal virus che lo ha colpito nel fine settimana, in fin dei conti ha fatto peggio di Vingegaard per soli 18″: alzi la mano chi lo avrebbe pensato prima della tappa. Ha limitato i danni, restando nono in classifica. Il podio per ora è distante: 1’39”. Ma forse il peggio è passato. Se nei prossimi giorni il marchigiano ritroverà la piena efficienza fisica, allora potrebbe ancora tornare protagonista per le posizioni che contano.
Jai Hindley, 5: dopo i due sgarbi tra Blockhaus e muri fermani, oggi l’australiano ha incassato 13″ dal compagno di squadra Pellizzari. L’inerzia potrebbe dunque essere mutata. In classifica i due corridori sono separati da 30″. Uno, l’italiano, ha un contratto fino al 2028 (e si sta trattando per il rinnovo fino al 2030); l’altro, l’australiano, con ogni probabilità a fine stagione cambierà aria. Vedremo come si comporterà dunque la Red Bull nella gestione tattica della squadra.
Felix Gall, 4: che non fosse un cronoman era risaputo, ma è letteralmente naufragato, incassando ben 2’28” da Arensman. Un abisso! Per quanto mostrato finora in montagna, tuttavia, resta il favorito per il secondo posto alle spalle di Vingegaard.
Mathys Rondel, 4: il giovane francese fa anche peggio di Gall e precipita in classifica. A cronometro c’è tanto da lavorare.
Alfonso Eulalio, 7: il giovane portoghese sta andando oltre i propri limiti. Salva la maglia rosa per 27″ e, a questo punto, si toglierà lo sfizio di conservarla sino a sabato. Attenzione: a questo punto può mettere nel mirino anche un piazzamento da top10 a fine Giro.