Ciclismo

Pagelle Giro d’Italia 2026: Pellizzari avrà un’altra chance in questo ciclismo frenetico? Vingegaard una MotoGP contro le Moto2

Federico Militello

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Giulio Pellizzari / Lapresse

PAGELLE GIRO D’ITALIA 2026 

Sedicesima tappa, martedì 26 maggio

Jonas Vingegaard, 10: è come se una MotoGP corresse una gara contro delle Moto3 e Moto2. Non c’è storia. Il danese fa letteralmente un altro sport rispetto alla concorrenza. Anzi, ad essere onesti, a questo punto del Giro ci saremmo aspettati un vantaggio ancora più abissale. Ma la verità è che il capitano della Visma si sta tenendo volutamente del margine. I successi di tappa sono già quattro. Se lo vorrà, potrà arrivare a sei.

Felix Gall, 6,5: la condizione dell’austriaco sembra meno brillante rispetto alle prime due settimane. Che non potesse rimanere con Vingeaard era noto, tuttavia oggi non è riuscito neppure a guadagnare terreno sugli altri diretti concorrenti per il podio. Non un segnale incoraggiante. Lo scattino finale, che gli è valso il secondo posto con relativi abbuoni, lo conferma comunque come principale pretendente alla piazza d’onore.

Jai Hindley, 6,5: ormai il modo di correre dell’australiano lo conosciamo. In salita procede con il suo passo, non ha la forza di attaccare e negli ultimi 500 metri possiede l’esplosività per piazzare un allungo. Con Pellizzari fuori dai giochi, rimane l’unica carta in seno alla Red Bull.

Thymen Arensman, 6: non ha, e non avrà mai, il cambio di passo. Eppure oggi si è ben disimpegnato con la regolarità. La sensazione è che lo scoglio principale per l’olandese sarà il tappone di venerdì ad Alleghe.

Derek Gee, 6: non è brillantissimo, ma con l’esperienza riesce a limitare i danni e rimanere in corsa per la top5.

Davide Piganzoli, 7: anche oggi prima si mette al servizio di Vingegaard, dettando un forcing che ha frantumato il gruppetto degli uomini di classifica; poi fa la sua corsa e chiude sesto, salendo in ottava posizione in classifica generale. Non facciamoci soverchie illusioni: al momento è un gregario eccellente che sta lottando un buon piazzamento nei 10 al Giro. Da qui a pensare che un giorno sarà un uomo da podio ce ne passa…E al momento non esistono elementi per corroborare questa tesi.

Egan Bernal, 6: sta andando in crescendo in questa Corsa Rosa. Oggi ha svolto un ruolo fondamentale al servizio di Arensman.

Alfonso Eulalio, 5,5: non è andato alla deriva, anzi. Continua a perdere posizioni in classifica: adesso è quinto. La top10 resta un traguardo credibile.

Giulio Pellizzari, 4: fine della corsa. Il marchigiano è stato respinto alla sua prima esperienza da capitano in un Grande Giro. Tutto è iniziato con la batosta del Blockhaus, quando andò in difficoltà nel tentativo (a posteriori velleitario) di seguire Vingegaard; poi il virus che lo ha debilitato, gli schiaffi morali che gli sono stati inflitti dal compagno di squadra Hindley, la reazione d’orgoglio a Pila, che sembrava sancire una rinascita, fino alla deriva odierna. L’italiano era completamente svuotato, non andava avanti. Il grande timore, in questo ciclismo così frenetico, dove si pretende tutto e subito, spesso senza rispettare i dovuti tempi di maturazione, è che la carriera di Pellizzari possa subire un contraccolpo. Avrà ancora delle chance in una squadra dove (diciamolo chiaramente!) non è stato tutelato a dovere in questo Giro d’Italia e nella quale militano altri campioni come Evenepoel, Roglic e Lipowitz? Un giudizio negativo al primo esame non può considerarsi definitivo: non a 22 anni. Giulio merita una riparazione. E dovrà dimostrare una forza mentale che, forse, per ora ha mostrato qualche crepa.

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