Ciclismo

Pagelle Giro d’Italia 2026: i rimpianti di Marcellusi e Maestri, Magnier si conferma miglior sprinter

Federico Militello

Pubblicato

il

Lavik / Lapresse

PAGELLE GIRO D’ITALIA 2026

Quindicesima tappa, domenica 24 maggio

Fredrik Dversnes Lavik, 9: non è un fenomeno, ma vanta un palmares di tutto rispetto e di ben altra caratura rispetto agli altri tre compagni di fuga. Dopo aver vinto una tappa alla Artic Race of Norway ed alla Tirreno-Adriatico, il norvegese celebra a 29 anni la perla più importante della carriera. Ha dominato lo sprint nonostante lo abbia affrontato in testa, dunque in posizione non ottimale. Ma aveva troppe più energie rispetto agli avversari.

Mirco Maestri, 8: come l’anno scorso a Cesano Maderno, culla a lungo il sogno di vincere una tappa al Giro d’Italia, ma non va oltre la seconda posizione. Con il ‘senno di poi’, considerando la superiorità numerica della Polti, avrebbe forse potuto anticipare lo sprint con una rasoiata all’ultimo chilometro.

Martin Marcellusi, 7: forse è il più grande deluso di giornata. Si pensava che potesse avere qualcosa in più degli avversari in termini di velocità massima allo sprint, tuttavia sono mancate completamente le gambe. Il corridore della Bardiani ha pregustato la prima affermazione da professionista, invece deve accontentarsi di una terza piazza che rimpiangerà a lungo.

Mattia Bais, 7: se i fuggitivi hanno anticipato i velocisti puri, una fetta importante del merito va a questo ragazzo che ha svolto un lavoro egregio, mettendosi poi a disposizione di Maestri nel finale.

Paul Magnier, 6: una grande occasione persa per il francese, che anche oggi ha dimostrato ancora di essere il miglior sprinter di questo Giro d’Italia. Vince la volata dei battuti e, quantomeno, si riprende la maglia ciclamino. Sarà un duello serrato con Jhonatan Narvaez nelle prossime tappe.

Jonathan Milan, 5,5: con le speranze di successo ormai evaporate, non disputa neppure lo sprint per il quinto posto. Un Giro d’Italia in cui è girato tutto per il verso storto per il friulano. La sensazione è che abbia moralmente patito, e non poco, le vittorie iniziali di Magnier in Bulgaria.

Exit mobile version