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Nuoto di fondo, Gregorio Paltrinieri si concede due podi a Golfo Aranci. Filadelli in vetta alla classifica di Coppa del Mondo

Giandomenico Tiseo

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Gregorio Paltrinieri / LaPresse

La tappa di Coppa del Mondo di nuoto in acque libere di Golfo Aranci restituisce un bilancio articolato per l’Italia: luci evidenti, qualche ombra e soprattutto indicazioni interessanti in prospettiva. Sul fronte maschile, la 10 km ha confermato la solidità del gruppo azzurro, pur senza centrare il successo. Il terzo posto di Andrea Filadelli, maturato al termine di una rimonta di grande spessore, rappresenta un segnale importante sia sul piano tecnico sia su quello della continuità, dopo il podio già conquistato a Ibiza.

Accanto a lui, il quarto posto di Ivan Giovannoni e la presenza in top-10 di Marcello Guidi certificano una profondità di squadra competitiva ad alto livello internazionale. Più complessa, invece, la lettura della prova di Gregorio Paltrinieri: sempre nel vivo della gara fino alle battute decisive, il calo nell’ultimo giro lo ha relegato fuori dai primi dieci, segnale di una condizione non ancora ottimale sulla distanza olimpica.

In campo femminile, la giornata inaugurale ha lasciato più interrogativi che certezze. Il ritiro di Ginevra Taddeucci, condizionato da problemi fisici e dalle basse temperature dell’acqua, priva l’Italia del suo riferimento principale e ridimensiona il risultato complessivo. Il piazzamento di Giulia Berton, diciannovesima, fotografa una prestazione lontana dalle posizioni di vertice e sottolinea una difficoltà generale nell’adattarsi a condizioni ambientali particolarmente severe.

Il riscatto azzurro arriva però con forza nella seconda giornata, grazie al successo nella staffetta 4×1500 mixed. La vittoria del quartetto composto da Berton, Taddeucci, Filadelli e Paltrinieri assume un valore che va oltre il dato cronometrico: è la dimostrazione della resilienza del gruppo e della capacità di reagire a una situazione inizialmente compromessa. La rimonta finale di Greg, capace di recuperare undici secondi e ribaltare l’esito della gara, è l’emblema di una squadra che, pur non perfetta, sa esprimere picchi di eccellenza nei momenti chiave. Positiva anche la prova di Italia 2, quarta, a conferma di una base ampia e competitiva.

A completare il quadro, la 3 km Knockout Sprint ha offerto ulteriori indicazioni. Il terzo posto del carpigiano conferma la sua versatilità anche nei format più dinamici, mentre i piazzamenti di Filadelli (quinto) e Guidi (sesto) rafforzano l’idea di un gruppo maschile in salute e competitivo su più distanze e formati. Qualche difficoltà, invece, per gli atleti meno esperti o adattati alla specialità, come evidenziato dalle eliminazioni nelle batterie.

Nel complesso, l’Italia esce da Golfo Aranci con un bilancio positivo ma non privo di criticità. Se il settore maschile offre garanzie in termini di profondità e competitività, quello femminile appare più fragile, anche alla luce delle condizioni fisiche delle sue atlete di punta. La vittoria nella staffetta, tuttavia, restituisce fiducia e certifica il valore di un gruppo che, pur tra alti e bassi, resta protagonista nel panorama internazionale delle acque libere.

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