Atletica
Manuel Lando: “Per andare alle Olimpiadi serve essere tra i primi 3 italiani: uno stimolo. Sopra i 2,25 contano i dettagli”
Manuel Lando è stato l’ultimo ospite di OA Focus, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il saltatore in alto veneto, medaglia d’argento ai Campionati europei under 23 nel 2021, si è raccontato a 360 gradi partendo dai primi passi nell’atletica, passando per il presente e finendo con gli obiettivi futuri.
Il classe 2000 ha iniziato il suo racconto dal movimento del salto in alto maschile italiano che, come pare, ha un punto focale ben preciso: “Tamberi è stato l’apripista di questo movimento. La carica che è partita dall’oro di Tokyo ha fatto capire a tutti che dando il massimo si possono ottenere grandi risultati. Per ognuno di noi ha rappresentato uno stimolo notevole. Mi ricordo ancora quanto si fece male a Monte Carlo. Ho vissuto un po’ quell’infortunio quando ha vinto l’oro olimpico. Ho avuto anche il piacere di essere in squadra con lui, anche di farmi tagliare i capelli da lui – sorride – cose che mi porto nel cuore. Sicuramente è uno degli atleti che mi hanno dato la maggiore ispirazione. Sia perché ha uno stile di salto unico, sia per l’esempio che ha dato a tutti tornando dopo l’infortunio”.
Manuel Lando passa poi ai suoi inizi: “Vengo dal nuoto in origine. Ho iniziato con quello sport da piccolo. I miei genitori avevano fatto quella scelta quando avevo 6 anni perchè era uno sport completo. Poi, fino a 12 anni, fare agonismo tutti i giorni non era semplice per cui mi hanno poi indirizzato verso l’atletica. Il primo anno ho fatto sia nuoto sia atletica, perché sinceramente non volevo fare atletica all’inizio. Piano piano mi sono concentrato solo su di essa. Mi sono trovato bene con gli ostacoli e, dopo non essere riuscito a fare il mio primato personale, ho deciso di passare al salto in alto. Tra i due scelgo ancora l’alto che è molto più divertente”.
Il salto in alto è più quello che si riesce a fare o misure? “Dove puoi arrivare occorrono sempre sacrifici. Se lo fai divertendoti ovviamente è meglio e ti pesa di meno. Sono estremamente competitivo ed agonista. Se non fossi arrivato a questo livello non so se avrei continuato solo per il piacere di farlo. Senza i risultati manca qualcosa”.
Il primo momento fondamentale della carriera del nativo di Cittadella sono gli Europei U23 del 2021: “La mia medaglia d’argento. Sicuramente uno dei giorno più belli della mia vita. Arrivavo come ultimo delle liste d’iscrizione e non c’erano grandi chance di medaglia. Dopo l’anno del Covid avevo vissuto tanti cambiamenti ma in quella giornata avevo una sensazione particolare: sentivo di fare medaglia. Si è avverata quella sensazione e ci sono riuscito. Poi, però, ho anche pensato che avrei potuto fare oro. Sono fatto così. Penso sempre a quello che manca. Ero così sicuro di me che ero tranquillo che avrei fatto risultato. Tutto è dipeso da quella sensazione. Mi è successo anche nel primo anno junior quando ho vinto i Campionati Italiani”.
In casa la competizione è notevole. “Il problema non è tanto qualificarsi alle grandi manifestazioni, piuttosto è essere tra i primi 3 italiani visto il livello che c’è in squadra. Bisogna capire che lo scenario è questo e devi viverlo come stimolo positivo ogni giorno che ti alleni. Bisogna sempre dare il massimo perchè anche gli altri lo stanno facendo e devi conquistare uno di quei 3 posti. A livello internazionale la media si è un po’ alzata con diversi che saltano 2.28 o 2.31. Molti sanno saltare 2.25, in pochi vanno molto oltre. Sono i dettagli a fare la differenza”.
Qual è la filosofia di lavoro di Lando? “In allenamento non mi preservo e cerco sempre di dare il massimo. Sicuramente è brutto da dire, ma non ho più 20 anni e so che devo fare intervalli rapidissimi, ma intensi. Il corpo alla lunga sai che può presentarti il conto. Bisogna sapersi gestire se si vuole allungare la carriera. Nel mio caso ho ancora tanto da fare, quindi centrare la prima medaglia internazionale, fare le mie prime Olimpiadi. Da qui al 2028 dovrò stare bene e lavorare bene”.
Gli obiettivi per il 2026 sono chiari: “Sicuramente saltare bene ed in alto. L’ultimo infortunio mi ha fatto bene dandomi il modo di fermarmi e valutare tutto con un altro occhio. Ho valutato tutto da fuori e ho messo bene nel mirino le cose giuste. Non sono partito bene ma c’è tempo per invertire il trend. In primo luogo devo arrivare bene ai Campionati Italiani, poi cercherò di fare bene agli Europei se riuscirò ad andarci per fare meglio di Roma 2022”.
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