Ciclismo

Nessun italiano nei primi 7 al Giro d’Italia 2026: mai accaduto, si raschia sempre più il barile

Stefano Villa

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Davide Piganzoli / Giulio Pellizzari Lapresse

Il Giro d’Italia 2026 non è stato spumeggiante per il Paese ospitante sotto il profilo sportivo: quattro successi di tappa (Davide Ballerini nella giornata di Napoli dopo una caduta che ha spaccato la testa del gruppo, Filippo Ganna nella cronometro individuale, Alberto Bettiol con una bella fuga da lontano nella tredicesima frazione, Jonathan Milan nella volata finale di Roma) e la maglia azzurra di miglior scalatore conquistata da Giulio Ciccone sono stati i risultati di maggiore rilievo nel corso delle tre settimane di gara.

La crisi di Giulio Pellizzari, presentatosi alla Corsa Rosa con ambizioni di podio dopo aver vinto il Tour of the Alps, ha rappresentato una seria batosta per tutti gli appassionati e la classifica generale non ha sorriso al movimento tricolore, purtroppo ben lontano dai massimi livelli internazionali e ai minimi storici. Nessun italiano nelle prime sette posizioni: non era mai successo nella storia, fino a quest’anno il peggior risultato era quello del 2020 (Vincenzo Nibali settimo nell’edizione post pandemia disputata in autunno).

Nei fatti si ricerca ancora il successore dello Squalo nelle grandi corse a tappe, ma i riscontri conseguiti sulle strade del Bel Paese non sono stati esaltati. Il migliore italiano è stato Davide Piganzoli, ottavo con un ritardo di 10’52” dal compagno di squadra Jonas Vingegaard: il 23enne lombardo ha fatto da gregario al proprio capitano del Team Visma | Lease a Bike (che ha dominato l’evento in lungo e in largo), in salita si è distinto e potrebbe avere un futuro, ma un conto è correre in supporto a un leader e un altro è gareggiare per conseguire in prima linea un risultato di rilievo.

Damiano Caruso ha concluso al nono posto con un distacco di 11’24”: il veterano siciliano ha supportato il portoghese Afonso Eulalio che aveva conquistato la maglia rosa con una fuga bidone, lo ha ben spalleggiato, lo ha guidato in salita e poi nell’ultima settimana è andato in fuga da lontano, battagliando per un successo di tappa. La top-10 rappresenta il miglior modo per chiudere la carriera, il 38enne siciliano della Bahrain-Victorious è indiscutibilmente stato il miglior uomo di classifica alle nostre latitudine nel post Nibali (secondo, quarto e quinto al Giro d’Italia tra 2021, 2023 e 2025).

Giulio Pellizzari ha concluso al 21mo posto con un ritardo di 56’53”: l’auspicio è che riesca a riprendersi da questa delusione e che possa risalire la china nell’immediato futuro, visto che il marchigiano ha solo 22 anni e sembra avere dei buoni mezzi(non vanno dimenticati i sesti posti conseguiti lo scorso anno al Giro d’Italia e alla Vuelta di Spagna). Antonio Tiberi (24enne laziale) ripartirà dal Tour de France con un ruolo da gregario, in attesa di Lorenzo Finn. Il momento non è dei più semplici…

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